lunedì 21 settembre 2009

viaggio numero 82: UN MINUTO DI SILENZIO.

Ore 11.00. La cmpanella suona. Tutti ci alziamo in piedi e ci raccogliamo per un minuto di silenzio, in memoria dei soldati uccisi. Sei in tutto. Sei vite umane di origine Italiana che se ne sono andate. Ritorno indietro con la memoria e mi sembra di averla già vista una scena simile: Settembre 2001: un minuto di silenzio per le vittime alle Torri Gemelle. Circa 3000 morti.
Scusatemi se un pò mi viene da ridere. Non per cattiveria, menefreghismo o superficialità. Per INCOERENZA. Se dovessimo osservare un minuto di silenzio per ogni persona che è morta nella guerra di Kaul, civili, militari e soldati, saremmo rimasti in piedi per un tempo equivalnte a 67 giorni.Per le vittime sul lavoro dell'ultimo anno, circa 59 giorni. Per ogni persona di qualsiasi nazionalità, età, sesso, e religione che muore ogni anno sulle strade della mia provincia (PD) non basterebbero 4 giorni di assoluto silenzio. Perchè allora solo per i soldati di Kabul? Perchè non per i civili? Perchè a scuola non mi hanno fatto fare un minuto di silenzio per le vittime dell'Aquila? O per i giovani morti in incidenti stradali? Per sei soldati si è smobilitato tutta l'Italia, cos'è? gli operai valgono di meno? Eh, ma i soldati erano li per difendere la Patria. Ma di che Patria stiamo parlando? Sarò abbastanza crudele, ma.. non hanno scelto loro di fare i soldati? Non sapevano che c'era il rischio altissimo che succedesse qualcosa?

In quel minuto di silenzio il mio pensiero è andato a tutte le vite umane che per incidenti, violenza, stragi, malattie ora non ci sono più. Anche per quelli di Kabul.

sabato 19 settembre 2009

viaggio numero 81: BENTORNATA

A volte quest'estate pensavo "è stato bello finchè è durato"..
Altre mi dicevo " prova solo a sbirciare".
E allora ritornavo qui e spiavo anche voi di nascosto, senza lasciare nulla, nè un saluto, nè un ricordo di me.
Ma è già un pò di tempo che ci penso e ci ripenso su...
"potrei tornarci veramente...".
Ma come? in che modo? dovrei aprire un altro blog? eliminare quello vecchio? o partire da quello vecchio?
Si, sarebbe stato più facile e seplice ricominciare da capo.. come in una casa: un pò di pennellate qua e là e di prima non resta nulla. Un pò come voltare pagina e ricominciare tutto daccapo.
MA le pagine vecchie restano... nella mente e nel cuore di chi le ha scritte, di chi le ha lette, di chi le ha commentate... Infatti...
Eccomi di nuovo qui...
Sono tornata...

venerdì 15 maggio 2009

viaggio numero 80: L'ULTIMO VIAGGIO

PER SEMPRE.

sabato 9 maggio 2009

viaggio numero 79: GRANCHIETTI SUGLI SCOGLIONI

Pomeriggio inoltrato. Sole. Io e Te a passeggiare per la spiaggia in costume da bagno con le schiene rosserosse.. Conchiglie e Granchi e Vongoline.
E voglia di fermare il tempo e restare li, dove l'unico problema è che non si pesca niente. Dove si sta bene.
Aspetto Lucija di nuovo..


Sei tu che hai messo la mia mano tra le tue dita
perchè eri spenta, perchè eri ferita, svuotata
non ci credevi più
Quando hai sentito la mia stretta sulla tua vita
ti sei ritratta così in fretta e me l'hai graffiata
è stato un dejavù
Tu dici che non si può
tra noi due mai
ma non dire mai
perchè le regole non sono oracoli
su vieni
dai
dietro a quel vicolo
c'è un oceano
respira e vedrai
in acqua non si cade mai
respira e vedrai
cose che ancora non hai

Lo so che la tua strada l'hai già disegnata
ma io ti ho messo in mano una gomma ed una matita
mi ascolti o no
Tu dici che non si può
tra noi due mai
ma non dire mai
ah ahi
perchè le regole
non sono oracoli
in fondo
sai
certi pericoli
sono miracoli
su vieni
dai
dietro a quel vicolo
c'è un oceano
respira e vedrai
in acqua non si cade mai
respira e vedrai
che il nostro non è un mare di guai
respira e vedrai
il nostro non è un mare di guai.

venerdì 1 maggio 2009

viaggio numero 78: STUPIDA

Sto attuando una nuova politica.
Quella di non arrabbiarsi. Quella della pacatezza.
Quella di far finta che tutto vada bene".
L'unica cosa che ti rimane da fare alle volte.
Quando ti mancano le energie.
Quando non ce la fai più ad arrabbiarti.
Quando arrabbiarsi non serve più a niente.
Perchè era tutto già segnato all'inizio.
Ma ho 20 anni neanche.
E son sola come non lo sono mai stata.
Sfoggio il mio sorriso migliore,
fatto di paura e incertezza.
Un 50:50 ce non si sa come andrà.
Bene o Male.
Bianco o Nero.
Perchè il grigio non c'è mai in queste cose?


sabato 18 aprile 2009

viaggio numero 77: HIROSHIMA

A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma dico nulla, fran!, giù, cadono. Stanno li attacati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran!, cadono giù,come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran!. Non c'è una ragione, perchè proprio in quel momento? Non si sa. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima anche lui poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo con il quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran!. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra diciannove anni, per me va bene, okay allora intesi per il 14 aprile, okay, verso le nove, facciamo nove e un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Diciannove anni dopo, 14 aprile, nove e un quarto: fran!. Non si capisce, è una di quelle cose che è meglio che non ci pensi se no ne esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino e ti accorgi che non lo ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi di essere vecchio. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui.
Sono le nove e un quarto di mattina. La miavita precedente è distrutta. Il bombardamento di Dresda era stato più lento, anche lo Tsunami si era avvicinato dando il tempo a qualcuno di arrampicarsi su un albero, il tornado di Katrina era stato annunciato in televisone. Solo a Hiroshima la bomba atomica era stata più rapida di questa sentenza.
" Non posso morire,dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire.".

mercoledì 8 aprile 2009

viaggio numero 76: FORSE è STATA UNA VERTIGINE

Credo sia stato solo un sogno. Non potrebbe essere altrimenti. La perfezione e la bellezza non esistono! Eppure io l'ho veduta. E quando chiudo gli occhi ancora la vedo.
Dev'essere stato un sogno. Iniziato una mattina quando l'alba doveva ancora spuntare. Concluso sotto il sole e con 23 gradi e mezzo.
Tutto ciò che mi era mancato in quest'ultimo anno l'ho ritrovato li, sotto il sole e la piogerellina di quel paese a me sconosciuto che mi ha rapita.
A volte è perfino inutile consumare parole per descrivere.Ci sono cose che non hanno bisogno di parole ma di occhi e mani. E cuore. E anima.
Ecco cos'ha comportato quel viaggio per me. Una ripulita al cuore e la gioia nell'anima. Di quelle mani che finalmente potevano essere intrecciate tra di loro. Di quelle labbra che potevano sforarsi sotto gli occhi di chiunque. Di quei piccoli gesti dolci e teneri che a volte si da per scontato. Ma non questa volta. Non dopo che ti sono mancati per tanto tempo. Una passeggiata interminabile e mille cose da guardare. L'odore del mare. Il rumore lento delle onde che si infrangono sugli scogli. Ecco cosa siamo stati per quei due giorni. Delle onde. Onde alte, fiere, portentose che non temevano nulla. Onde pronte ad infrangerci su scolgioni freddi e forti, tanto a vincere saremo stati noi. Quell'onda che non sa nuotare e allora si aggrappa all'altra che la culla e la porta ovunque. Un onda felice. Spero due.
E piccoli e semplici momenti che non se ne andranno tanto facilmente dai miei ricordi. Di quelli da racontare sotto il sole e da pensarci nostalgici quando cade la pioggia e tu purtroppo non sei dentro una piscina al caldo.
59 ore in tutto. 3540 minuti solo per noi due fuggiaschi e pallottolieri complici.


Ti lascio un bacio, tutto ciò che ho da offrirti.
Un bacio che sappia di sale e ti possa ricordare il nostro viaggio fatto di kebab, di vodo, di 20 euro persi, di lavandini, di bolle in piscina, di accappatoi, di foto, di maglioni troppo pesanti, di alta marea, di uno sloveno impaurito e un cameriere ritardatario.
Un bacio che ti ricordi la pancetta e il nesquik, la vana ricerca di una camera inesistente, letti che scivolano, cartoline e buboni.


Un bacio che sappia anche di tramonto. Quello che non ci siamo persi, ma gustati.

giovedì 19 marzo 2009

viaggio numero 75: PROMESSA

ciao xxxx,
ti ricordi quella sera d'estate? quella sera che mi avevi fatto quella promessa? e io tra le lacrime ti avevo detto che non ci credevo? te la ricordi vero?
ecco, per una volta avevo ragione io.
per una volta eh! ma vorrei tanto aver avuto torto, vorrei tanto venire da te oggi e dirti: Come sempre hai ragione tu!
odio le promesse non mantenute, e tu lo sai, mi conosci bene..
e so che non è colpa tua,
ne mia del tutto però.
so solo che mi manchi.
buona giornata.
in qualche modo oggi è anche la tua giornata.


martedì 17 marzo 2009

viaggio numero 74: SENZA PAROLE

A volte non riesco a capire se è l'effetto del bombardamento che ho in corpo di situazioni di merda misto a terapie,farmaci e sigarette oppure se è proprio vero che la vita fa schifo. mah.

martedì 3 marzo 2009

viaggio numero 73: SEI TU IL REGALO MIO PIù GRANDE


Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
Mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò
Il regalo mio più grande

Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza
Il regalo mio più grande
Il regalo mio più grande

Vorrei mi facessi un regalo
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire
Di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre

Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai...

E se arrivasse ora la fine
Che sia in un burrone
Non per volermi odiare
Solo per volare
E se ti nega tutto quest'estrema agonia
E se ti nega anche la vita respira la mia
E stavo attento a non amare prima di incontrarti
E confondevo la mia vita con quella degli altri
Non voglio farmi più del male adesso
L'amore amore

Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
E poi
L'amore dato amore preso amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu
Il regalo mio più grande
un arco che lancia una freccia he trafiggeuna Margherita.... PER SEMPRE.

giovedì 26 febbraio 2009

viaggio numero 72: SOUVENIR

ho un problema. un problema relativamente grave. l'ho scoperto l'altro giorno, mentre cercavo di sistemare la mia nicchia che mi ha visto piangere soffrire sorridere e cantare. quella stanza in ci trovo rifugio ogni volta che la luna è storta nel cielo, e nel cuore. era lì, messo da parte per due anni. rosa carico con una catenella che pendeva, un ricordo di un nome che ora mi sfugge. attaccata c'era pure una collanina, di spago con un ciondolo di legno a forma di dado. quella la ricordo. presa ad una bancarella con Mattia, mentre cercava di farla passare per vero legno di Carrara. Ricordi.. ecco cosa c'era dentro quel diario rosa. Ricordi sfocati di quell'anno.
Sfogliavo le pagine e leggevo le dediche, le strofe di canzoni che ci avevo scritto durante una probabile ora noiosa di lezione. Un nome ripetuto mille volte, ma non quello che mi aspettavo, un altro. Ma.... ma quell'anno non....? Una frase che resta sospesa a metà. Pochissime volte quell'altro nome, o meglio..mai . solo un disegno ogni sedici del mese. Uno di quei pesci stilizzati che si disegna da bambini. Nulla di più. nel fondo del diario pagine scritte fitte fitte con un inchiotro blu vivo. Messaggi. Centinaia di messaggi che riportano ora, giorno, e testo di quando li ho ricevuti. Manca il mittente, ma quello non è importante. Lo so. Lo sappiamo. Mi ero dimenticata di quella mia mania di trascrivere i loro messaggi. Si, loro.
Notte, notte incantata. Notte dolorosa, notte folla e magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai e che invece a volte passa troppo in fretta, perchè quando ci manca l'amore non c'è nulla che basti.
Perchè quando quei messaggi hanno iniziato a diventare un ricordo lontano e sbiadito una parte di me è rimasta rinchiusa in quelle pagine disegnate. Le luci della città ora sono deboli. Quando non sei di buon umore tutto sembra diverso, assume altre atmosfere. Colori, luci e ombre, un sorriso che non attacca, che non prende. Uno squarcio nel cuore ricordando quei sorrisi che ora sono spenti. Proprio come le luci di questa città. Il passato a volte rende scomodi i cusini e mi rigiro tra quelle coperte che racchiudono quel poco di calore che ho ora. Ma per riavere il passato come si fa? C'è una regola? Una ricetta? Era tutto dverso. Era sentirsi leggeri e liberi. Quando il cuore degli altri non lo pretendevi. Quando forse era tuo di diritto. Ma dalle risposte bisogna capire che bisogna cambiare, che bisogna andare via per ritrovare la strada. Un foglietto,un indirizzo. Un luogo vicino ma lontano nel tempo. Dove mi ero messa a ricercare tutto questo. Invano. Mentre chiedevo aiuto alle stelle dal terrazzo per riportarmi indietro nel tempo. Quando sapevo già che i veri problemi erano altri, di quelli che ti capitano d'improvviso nel pieno di un martedì pomeriggio annoiato. E che pensarci prima per prevenire a volte vale tanto quanto masticare un chewingum di fronte ad un equazione algebrica. A volte le soluzioni migliori le trovi al volo, sono li, sospese nell'aria. Si, nell'aria. Ma di quale cielo?
Poi un altro diario. Un diario più recente. Rosso e piccolino. Lettere, e-mail, frasi. Un altro nome. Più vivido. Più vero forse. Quando avevo dovuto ricominciare a credere in tutto quello in cui avevo smesso di credere. Ma il nome è giusto nel tempo. Non come l'altro. Era più una speci di aquilone che volava libero nell'aria e che cercavo inutilment di prendere saltellando di qua e di là. Adesso l'hopreso il mio aquilone. Ma non quello. Più bello, più colorato. Ma lo so che è di un altro bambino. E allora cercodi farmelo mio ad ogni costo. Ma serve veramente a qualcosa lottare er questo? Domanda che non ha ricevuto risposta.
Adesso mi accorgo eramente che sono malata.Un male che va al di là di un Toradol come cura.
un problema grave.
il peggiore.
Mi sono innamorata.

domenica 22 febbraio 2009

viaggio numero 71: CI SONO

Scusatemi. Ci sono.
Non sono al pieno delle forze.
Non sono nel pieno della felicità.
Non sono soddisfatta.
Ma ci sono.
Sono solo incasinata.
E un pò contrariata.
A dire il vero...
SONO SCHIFATA.
E leggermente preoccupata.
Ritornerò...
rinata.

giovedì 5 febbraio 2009

viaggio numero 70: DONNA

ecco a voi, con il consenso dell'autore, il post più bello che abbia mai letto.


"...perchè noi maschi finiamo sempre con l'incasinarci la vita con voi, donne, che proprio non riusciamo a capire?

Forse perchè è proprio nel mistero che risiedono il vostro fascino e la vostra bellezza,

forse perchè a volte, ma solo a volte, quando non riusciamo a capirvi, ma non siamo ancora così arrabbiati da questo fatto da non ammettere l'evidenza, riusciamo ad ammattere che non vi capiamo perchè siete un tantino più avanti di noi,

forse perchè potremmo rimanere ad osservarvi per ore, senza stancarci mai, continuando a rimanere estasiati di voi tra un sospiro e l'altro,

forse perchè la vostra "debolezza" permette a noi di essere forti, e non è vero che è forte invece chi abusa della vostra debolezza,

forse eprchè nei vostri occhi riusciamo ad avere una finestra su un mondi diverso, o una finestra diversa attraverso cui guardare il mondo,

forse perchè sulle vostre labbra lasciamo l'anima, e nel vostro petto il nostro cuore si unisce al vostro,

forse perchè... beh certe cose è meglio non dirle che altrimenti chinate il capo arrossendo e noi finiamo per innamorarci di voi,

forse perchè sapete perfettamente quanto ci eccitiamo a sentire che fate le maliziose,

forse perchè non ci sarà nessun altro al mondo da cui ci faremo trattare così male, così a lungo peralla fine non ottenere nulla (con questo non vi sto invitando a trattarci male),

forse perchè, se è vero che molti dei grandi poeti erao maschi è anche vero che senza Beatrice, Laura, Fiammetta, Silvia e le altre molte delle poesie che ora vengono osannate non sarebbero mai state scritte, forse non sarebbero mai state nemmeno pensate,

forse perchè nella vita di tutti, almeno per nove mesi, la persona più importante della nostra vita è stata una donna (ciao Mamma!!!)

forse perchè non potremo dire niente di altrettanto bello a nessuno com'è bello dire "ti amo" a voi,

forse perchè non c'è niente di più bello che sentirsi dire "ti amo" da voi,

forse perchè come baciate voi...

forse perchè quando vi vediamo venirci incontro, tirate a lucido, ferme al semaforo prima di correrci addosso per abbracciarci con un sorriso che illumina la notte, ci viene un nodo alla gola che è veramente difficile da mandar giù,

forse perchè se saremo fortunati sarete le madri dei nostri figli,

forse perchè Dea, umana o ninfa, regina, principessa o popolana, sogno, idealizzazione o realtà comunque sia sarete sempre voi a farci girare la testa...


Grazie d'esistere, inguaiarsi con voi è il più bel modo di vivere la vita.."

lunedì 2 febbraio 2009

viaggio numero 69: .../-.-./---/..-/-//



.-../---// .../-.-./---/..-/-/../.../--/---// .--./.-/.-./-/.// -../.-/..// .--./.././-../..// .-/.-./.-./../...-/.-// .-/.-../.-../.-// -/./.../-/.-// .--./.-/.../.../.-/-./-../---// .--././.-.// ../.-..// -.-./..-/---/.-././/

prima tappa di questa nave.
Porto di Brownsea.

Si respira vita.

restiamo qui fino al 22 febbraio... :)

domenica 25 gennaio 2009

viaggio numero 68: SEGRETI&PAURE

Ci sono segreti che a volte è meglio tenere per se, fino alla fine. Oppure scriverli su un pezzetto di pergamena, chiuderli in una bottiglia di vetro ermeticamente e confidarli alle onde. è quello che ieri ho deciso di fare. è quello che ho fatto. La terra si vedeva in lontananza e ho confidato i miei segreti, tutti. A malincuore, perchè sapevo che non sarebbero stati compresi o forse apprezzati. Ma il macigno che si era creato cercando di tenere nascoste certe cose si è sciolto e mi ha lasciato un lieve stato di leggerezza e euforia che subito si è trasformato in mal di testa colpa del reciotto rosso e del valpolicella.
Ma i segreti se ne sono andati adesso e pure il reciotto è svanito. Ciò che resta è il sapore amaro dell'eterna sconfitta. Una eco lontana che svanisce nel nulla, un monito che da tempo ci si era posti e poi, di fronte a quegli occhi scheggiati e dubbiosi, è sparito nel nulla come un profumo spruzzato nell'aria che dopo un pò non si sente più.
Ma adesso si chiede il cambio. Richiedo di ricevere anche io quella bottiglia di vetro con la pergamena dentro. Perchè il peso contrario, il non sapere i segreti, adesso è troppo da sopportare. Una specie di occhioxocchio, dentexdente. Io sono stata sincera e vorrei lo fossi anche tu, mare agitato che mi hai rapito.
Nessuna conseguenza per me e per ciò che ho omesso. Nessuna per te, qualsiasi segreto nascosto tu abbia.

P.S= GIALLO, GIALLO INTENSO QUESTO POST.

lunedì 19 gennaio 2009

viaggio numero 67: GIORNALE DI BORDO.

Siamo ancora in mare aperto io e lei. Navighiamo per mari che non conosco ma di cui mi fido. So che andrà tutto bene. Giornate piene di impegni e di ricordi. Alcune emozioni indelebili che tornano.
Le emozioni sono come le onde: alte o basse che si infrangono sulla bacchigia o sulle rocce. Sembrano tornare piano piano indietro ma poi, sai che tornano.
Sempre e comunque loro tornano.
Ho iniziato questo giornale di bordo assieme a lei.
Oggi, mente guardavo dall'oblò una terra lontana mi è arrivato un messaggio, uno di quelli che era da tanto tempo, o forse troppo, che non ricevevo.
Arrivato da un paese lontano di cui mi ero quasi dimentiata l'esistenza, colpa della lontananza, o dell'indifferenza che con il tempo si instaura nei vecchi legami. Un pò come l'acqua con il ferro. Lo arruginisce e poi difficilmente se ne va.
Ma oggi, oggi mi è arrivata una ventata di vento buono a riportare galla vecchi ricordi annegati per dolore più che volere. Ricordi meravigliosi di un tempo felice. Un tempo che si vorrebbe fosse adeso ma no, non si può.. non è educato. Una ventata che è durata poco, un semplice soffio, ma apprezzata, una ventata che ha portato un sollievo.
Qui da noi fa caldo, un caldo soffocante nonostante ancora i segni di un cielo nevoso, abbiamo allora deciso di andare nel piccolo cinema che c'è qui sulla nave. Uno schermo non troppo grande, niente pop corno, non ci piace. Una coca in mano a lei, a me un cuba libre.
Certi vizietti sciocchi non cambiano mai..
Ci siamo guardate un dvd ancora caldo di lavoro, un dvd strano e speciale, difficile trovarlo in giro.
Lacrimucce più di gioia e soddisfazione che di nostalgia o dolore. Un pò di malinconia, ma Cristo! Che soddisfazione. E che orgoglio.Più suo che mio.
Il tramonto arriva anche qui. Stiamo bene in due su questa nave, peccato sia un pò troppo grande per sole due persone.. Dovremmo fare degli scali prima o poi.
Anche lei lo pensa.
Decidiamo di far salire solo chi vogliamo noi.
Ci prepariamo a raggiungere il primo porto, anche se non sappiamo bene dove siamo, il vento ci guiderà..

giovedì 15 gennaio 2009

viaggio numero 66: LA GUERRA è FINITA

almeno per me... almeno per me la guerra è finita.
Mi trovavo a girare per la nave, facendo i cento passi e urlando al cielo il mio dolore. Ti ho visto salire con la tua semplice noncuranza come se non fossero mesi che qualcuno ti sta aspettando.
Ti sei seduta sulla panchina della prua.
Mani sotto le cosce e piedi che dondolavano.
E mi hai guardato. Mi sembrava quel momento magico che quest'estate mi hai fatto passare, te lo ricordi? Quella notte che sono rimasta ore ad ascoltarti parlare di me, o di te? è lo stesso. Parlavi di noi.
Oggi non hai parlato. Non mi hai dato il dono della tua voce di bambina, quella voce limpida e chiara che tanto ti aveva fatto fare. No, mi hai semplicemente guardato. Tenevi tra le mani una specie di pezzo di telo, o una stoffa. Non so cos' era, non ci prestavo attenzione.
Ti sei alzata e hai lasciato li quel pezzo rosso, mi hai preso per mano e mi hai indicato la poppa. Capii che volevi passeggiare. Ci incamminammo mano nella mano. Sembravamo una strana coppia di amiche o, io, la mamma di una bambina un pò troppo cresciuta. Mi accorsi che salendo avevi tolto l'ancora e mollato gli ormeggi. Stavamo navigando. Forse era da troppo ferma questa nave. Si, Aveva bisogno di un bel vaggio lungo lungo. La meta? Lasciamola decidere al vento, alle onde che sotto di noi si stirachiano e emanano quell'odore di mare da respirare a pieni polmoni che fa tanto bene. Lasciamolo decidere al sole che ci scalda le ossa e ci colora le guance. Non pensiamoci adesso. Pensiamo a noi due.
Passeggiamo senza rivolgerci la parola, senza uno sguardo. Sole in quella nave troppo grande per noi, a passeggiare mano nella mano. Ritorniamo alla panca. Prendi la stoffa e mi guardi come se dovessi aver capito. Ma cosa? Non capisco, non riesco ad afferrare il legame che ci unisce con quel pezzo di tela spiegazzato che hai in mano. Rosso per di più. Vedo i tuoi piedini salire la prima sbarra protettrice che delimita i bordi della nave. Seconda sbarra. Ti corro incotro e ti prendo per un braccio. Cosa vuoi fare? Così rischi di cadere a mare! E tu non sai nuotare. Non hai ma voluto imparare! Tu strattoni e ti liberi della mia presa. Resto li vicino a te senza perderti un secondo di vista. Ad un tratto apri le braccia ad aereoplano e urli. Un urlo forte, assordante ma allo stesso tempo leggero e liberatorio. Adesso la vedo, la riconosco. Non è un pezzo di stoffa. è una maglietta rossa strappata, lacerata. é ciò che ci ha divise. è ciò che non sono mai riuscita a pronunciare nella mia gola. Tu con un gesto semplice la getti in mare. E ridi, con quella risata pura e dolce.
Ti abbraccio ancora incredula, mentre la tristezza tocca le acque e viene inghiottita.
Inghiottita per sempre.
La guerra per noi è finita.
è finita davvero.

giovedì 8 gennaio 2009

viaggio numero 65: DOVE SEI?

da quant'è che non ti vedo? mi sembra un'eternità. dove sei finita? perché te ne sei andata? quali altre vite stai seguendo?
bimba, avrei proprio bisogno di te adesso che le domande si fanno difficili, adesso che non c'è più un copione sicuro che mi da forza, che mi sostiene. adesso che anche quel fazzolettone mi sembra assurdo.
ricordo di quando ti scrutavo tra le persone, di quando mi accorgevo che eri dietro di me mentre digitavo veloce i miei pensieri per dopo lasciarli qui, tra le pagine della mia nave.
ecco, avrei proprio bisogno di un viaggio con te. non è importante la meta o il tempo. l'importante è che ci sia tu su quella nave, e io.
ora che la salita si fa sempre più ripida ed il ginocchio che ci siamo rotte fa male, avrei bisogno di un bastone saldo come lo se te che mi aiuti passo dopo passo.
il 19. il 19 non ti ho scorta tra il pubblico, ne sul palco. ti ho scorta dentro di me quando ad ogni parola che pronunciavo si formava uno squarcio nel cuore. mi sembrava quasi di vederti! rimpicciolita al massimo con crestina e valigetta di pronto soccorso che ti facevi largo tra le vie del mio cuore a risanare le ferite. cerotto dopo cerotto mi hai dato il coraggio e la forza di finire. di arrivare all'epilogo. all'epifania che sempre anche te ha sempre tanto suscitato clamore.
perchè allora non hai risanato anche quello squarcio enorme? perchè? era quello che più mi dava dolore. è quello che più mi da dolore. ma lo so,non dipende da te. sono io che con il tempo me lo sono fatta.
voglio rivederti, ma non solo per una volta. voglio rivederti e prendeti per mano e non lasciarti più andare.
egoismo?
no.
voglia di vivere.

lunedì 5 gennaio 2009

viaggio numero 64: é LA SOLITA VECCHIA SOLFA

.. e ti svegli una mattina, fai colazione. Sei fottutamente in ritardo. Ma sei veloce. Ti vesti velocemente come ti capita. E prendi lo zaino. Quell' east-pak che tanto sognavi di poter indossare alle medie quando la mamma non te lo voleva comprare perché quello è lo zaino per le scuole superiori. Esci dal cancelletto e ti accendi quella sigaretta. Altrimenti non riesci a svegliarti la mattina. E ti incammini verso la fermata dell'autobus. Ma a pochi metri ti accorgi che è già li e sta per ripartire. E allora corri e l'autista, che ormai ti conosce, aspetta in modo che anche tu riesca a prenderlo. 20 minuti e sei di nuovo per strada a camminare. Meta? Quella scuola che tanto odi. E la tua routine quotidiana ha già avuto inizio.
Tra un paio di anni non sarà più così. Ti sveglierai, sempre in ritardo perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, si sa. Colazione. Ti vesti e prendi l'east-pak. Ma non lo zaino. La cartella. Perché quello è adatto all'università. Percorri in macchina quei pochi kilometri che ti conducono alla stazione per poi arrivare all'università in treno. Classico mezzo di trasporto per gli studenti universitari. E di nuovo, la tua routine quotidiana riprende il via. Magari pure il treno ti dovrà aspettare, o forse no.
E poi, forse, non ti dovrai più svegliare presto alla mattina. Perché se vuoi puoi riuscire a farcela a intraprendere quel lavoro che sogni da quando avevi 7-8 anni. Perché è un lavoro serale di solito..e allora niente più sveglie mattiniere. No. Puoi benissimo svegliarti mentre fuori ci sono i rumori del traffico che segnano il rientro pomeridiano negli uffici e nelle fabbriche. Con un bellissimo raggio di sole che penetra tra le fessure della persiana semi socchiusa. Certi vizi non cambieranno mai..
Ma.. perché c'è sempre un ma in tutto. Vorresti svegliarti di mattina presto. Come tutte le altre persone. Colazione per 4, o forse 5, chissà … vestire i piccolini e portarli nelle rispettive scuole. Concedersi una pausa davanti al PC … poi iniziare i lavori domestici, le faccende di casa, le solite cose che quando eri piccola hai visto fare dalla mamma.
Pulire, strofinare, lavare, stirare. Forse non lo immaginavi proprio così il tuo futuro.. non lo immaginavi così perché non si può immaginare così tanta gioia assieme.
Perché certi sogni li fai ma non puoi dar loro della voce. Qualcuno o qualcosa non te lo permette.
Ma la cosa più bella sarebbe andare a dargli un bacio e sussurrargli... "amò!! Se stanno a brucià le patate."

venerdì 2 gennaio 2009

viaggio numero 63: PERCHé UN UOMO SE SI CHIUDE DENTRO MUORE

non ho più voglia di stare zitta.salgo nella mia virginian e via!
ho una fede al dito. una fede fina fina d'oro, come quelle che piacciono a me. nessun nome all'interno. nessuna promessa fatta di fronte a Dio. solo una speranza, di quando l'ho messa.
una fede per amore, si potrebbe dire. ma non quello volgare, consumista. un amore che va oltre tutto. che va oltre le solite regole. un amore che non è amore. è un qualcosa di più.
non l'ho mai tolta, nemmeno quando le nostre voci non pronunciavano semplici parole ma urla e grida di rabbia. nemmeno quando i tuoi occhi , i miei occhi erano gonfi di lacrime amare.
una fede per ricordare le risate fatte assieme, per gli sbagli, per le coccole. per quei due nomi che ci vorremmo dare ma che non si può. non per l'età almeno.
una fede messa li per ricordare di quando passeggiavamo per mano e gli sguardi estranei si facevano strani, di quando dentro ai negozi si capisce che non siamo l'accoppiata che tutti pensano.
una fede per noi. per quello che mentalmente ti stai costruendo e non era come tempo fa pensavamo.
un post perchè era quello che volevi ma solo un decimo di quello che ti meriti.
una fede per una promessa.
tu il mio re, io la tua principessa.


voglio correre i miei rischi e
non avere più paura delle conseguenze
inseguire l'onda delle mie emozioni
aldilà delle apparenze
voglio uscire dai miei soliti vestiti
superare il mio pudore
e cercare di capire perchè un uomo
se si chiude dentro muore
nella periferia c'è un mondo che vuole uscire fuori
e non lo posso soffocare

siamo quello che noi siamo
egoisti, generosi, come ghiaccio sulla pelle
che non scioglie al sole
siamo svegli e stanchi di un amore che non basta,
che si appiccica e si stacca
siamo quello che noi siamo
stiamo bene
stiamo male
c'è bisogno di restare veramente uniti
siamo svegli e stanchi di guardare i nostri sogni
che rimangono lì appesi
poi vivono a mezz'aria
e vivono a mezz'aria

voglio correre i miei rischi e
non avere più paura delle conseguenze
limitare il mio perimetro di casa
fare nuove conoscenze
guadagnare la fiducia di qualcuno
perchè soli non si vola
ho evitato quel disagio che ha la gente
che va al cinema da sola
nella periferia c'è un mondo che vuole uscire fuori
e non lo posso soffocare

siamo quello che noi siamo
egoisti, generosi
come ghiaccio sulla pelle che non scioglie al sole
siamo svegli e stanchi di un amore che non basta,
che si appiccica e si stacca
siamo quello che noi siamo
egoisti, generosi
come ghiaccio sulla pelle
che non scioglie al sole
siamo svegli e stanchi
ancora di guardare i nostri sogni
che rimangono lì appesi e poi
vivono a mezz'aria
vivono...
vivono a mezz'aria

mercoledì 31 dicembre 2008

viaggio numero 62: TIRANDO LE SOMME

Buon anno fratello, buon anno davvero e spero sia bello, sia bello e leggero
che voli sul filo dei tuoi desideri ti porti momenti profondi e i misteri rimangano dolci misteri
che niente modifichi i fatti di ieri, ti auguro pace, risate e fatica,
trovare dei fiori nei campi d'ortica
ti auguro viaggi in paesi lontani, lavori da compiere con le tue mani
e figli che crescono e poi vanno via attratti dal volto della fantasia.
Buon anno fratello, buon anno ai tuoi occhi, alle mani, alle braccia, ai polpacci, ai ginocchi.
Buon anno ai tuoi piedi, alla spina dorsale, alla pelle, alle spalle, al tuo grande ideale.
Buon anno fratello, buon anno davvero, che ti porti scompiglio e progetti sballati,
e frutta e panini ai tuoi sogni affamati ti porti chilometri e guance arrossate,
albe azzurre e tramonti di belle giornate e semafori verdi e prudenza e coraggio
ed un pesce d'aprile e una festa di maggio,
buon anno alla tua luna, buon anno al tuo sole, buon anno alle tue orecchie e alle mie parole.
Buon anno a tutto il sangue che ti scorre nelle vene e che quando batte a tempo dice "andrà tutto bene".
Buon anno fratello e non fare cazzate, le pene van via così come son nate.
Ti auguro amore, quintali d'amore, palazzi, quartieri, paesi d'amore,
pianeti d'amore, universi d'amore, istanti, minuti, giornate d'amore,
ti auguro un anno d'amore, fratello mio, l'amore del mondo e quello di Dio...

viaggio numero 61: IL SOGNO 19-12-08

Non lo dimenticherò mai quel momento. È identico a mille altri momenti che ho vissuto, nel luogo, nella modalità.. in tutto. eppure ogni volta è differente ciò che provi. Quel tremito che parte dalla testa e percorre ogni singolo centimetro del corpo. Quando sei li, con mille pensieri in testa, con dubbi e perplessità, che non sai come andrà a finire o tra quanto finirà. Non sai nemmeno se funzionerà tutto, ma che ti frega? Ci sei tu e c’è lui: il pubblico. 150 persone sedute li, per te. Per ascoltarti, per sentire la storia del vostro paese: Loreggia. O almeno così credono. Poi invece parlerai di tutt’altro ma loro non lo devono sapere…sst! Zitti tutti! È un imbroglio. Non devono sapere che parlerò di ciò che ho più a cuore: degli incidenti stradali. Non devono sapere che il titolo “Qui, sotto ‘lla razon dei gustosi rioni” è un anagramma, l’anagramma di “Quattro giorni di assoluto silenzio”, che lo spettacolo sarà un’orazione civile sulla vita e la morte per strada. No, non devono.
Il pubblico inizia ad incitare l’uscita, le luci si accendono, parte la musica. È quell’attimo che sempre tanto aspettavo. Quello che maledisci il lavoro che fai e ti riprometti sempre di cambiarlo. Di smetterla… un braccio, il destro, una tenda nera che si apre e io che esco , con tanta paura ma tanta emozione. E parlo e vedo piangere il pubblico e vedo un cenno che mi dice che sto andando bene, fine dell’atto, ritorno dentro le quinte e la staff mi abbraccia e mi incoraggia a proseguire, anche se la cosa mi fa male, anche se il dolore è più forte di tutto. e ritorno li, difronte a 300 occhi incollati al mio volto, al mio corpo. 300 orecchie che ascoltano ciò che dico. E poi.. 300 mani che sembrano moltiplicarsi dal suono che rimbomba e riempie la scena. Applausi. Cascate di applausi e fiori. Non riesco più a parlare. Sembro nuda di fronte a voi.
Non volevo parlare di Loreggia come voi pensavate. Non vi ho raccontato 4 storie di Loreggia come voi credevate. Vi ho parlato di un’ Italia che muore pian piano sull’asfalto. Vi ho parlato di un giorno importante, quello del 19 dicembre di 19 anni fa, quando nacque Nicole. La quarta storia che vo ho raccontato. Non era di Loreggia. Era di Sant’ Angelo di Piove di Sacco… la sua vita terminò contro un muretto. Un fiore che stava sbocciando in tutto il suo splendore fu reciso ad appena 16 anni. E la data dello spettacolo non era un caso. Era il suo 19esimo compleanno. Ed era mia amica.
Sulla strada per incontrare gli amici, non per perderli.
Ti voglio un macello di bene, Niki.

mercoledì 17 dicembre 2008

viaggio numero 60: 35 ANNI FA

Gennaio
1º gennaio - Europa: La Repubblica d'Irlanda, il Regno Unito e la Danimarca diventano membri della CEE (che così passa da da 6 a 9 membri)
17 gennaio - Ferdinand Marcos diventa presidente a vita delle Filippine
18 gennaio - Roma: si apre il X congresso del MSI-DN, primo congresso dopo la confluenza dei monarchici del PDIUM avvenuta prima delle elezioni del 1972. Giorgio Almirante viene eletto segretario.
23 gennaio - Milano, davanti all'Università Bocconi durante scontri tra forze dell'ordine e giovani della sinistra extraparlamentare viene ucciso con un colpo d'arma da fuoco, partito da uomini delle forze dell'ordine, Roberto Franceschi (di 21 anni), militante del Movimento Studentesco; inoltre rimane ferito l'operaio Roberto Piacentini
27 gennaio - Gli Accordi di pace di Parigi pongono ufficialmente fine alla Guerra del Vietnam

Febbraio
8 febbraio
Italia: scoppia lo scandalo delle intercettazioni telefoniche. Tra gli apparecchi sotto controllo vi sono quelli di Giulio Andreotti e Enrico Berlinguer
Creazione della
Confederazione Europea dei Sindacati - CES.
12 febbraio - Torino: Bruno Labate, sindacalista CISNAL, è percosso e rasato a zero dalle Brigate rosse

Marzo
4 marzo - Cile: la coalizione socialista Unidad Popular, guidata da Salvador Allende, vince nuovamente le elezioni aumentando notevolmente il proprio numero di voti rispetto alla precedente consultazione
9 marzo - Milano: un gruppo di neofascisti sequestra, sevizia e violenta Franca Rame, attrice e moglie di Dario Fo, impegnata con lui nelle attività di Soccorso Rosso in favore dei detenuti di estrema sinistra.
19 marzo - Milano: Viene pubblicato, per iniziativa di alcuni ex militanti di Potere operaio, il quindicinale Rosso.

Aprile
2 aprile - Italia
accordo tra Federazione unitaria dei sindacati confederali e
Federmeccanica: vengono adottate le 39 ore settimanali lavorative
Milano: Giovedì nero di Milano: un corteo non autorizzato del MSI si scontra con la polizia: una bomba a mano colpisce e uccide l’agente di polizia Antonio Marino
3 aprile - Martin Cooper effettua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.
4 aprile - New York: viene inaugurato il complesso World Trade Center. Le due Torri Gemelle vengono aperte al pubblico.
7 aprile - Italia: Nico Azzi, estremista di destra, è ferito dallo scoppio dell’ordigno che cerca di piazzare sul treno Torino-Roma.
12 aprile - Milano: scontri tra esponenti del MSI e polizia dopo il divieto di un comizio di Ciccio Franco, leader della rivolta di Reggio Calabria: l’agente Antonio Marino è ucciso dall’esplosione di una bomba.
16 aprile - Roma: in via Bibbiena, nel quartiere di Primavalle, viene appiccato il fuoco alla casa di Mario Mattei, segretario della locale sezione dell'MSI. Muoiono bruciati i figli Virgilio, 22 anni, e il piccolo Stefano, di 8 anni. Gli altri sei componenti della famiglia si salvano. Nel 1986 verranno condannati in via definitiva a 18 anni tre militanti di Potere operaio
22 aprile - Pasqua cattolica

Maggio
10 maggio - viene fondato il Fronte Polisario per la liberazione del Sahara Occidentale
17 maggio - strage alla Questura di Milano. L' estremista Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano con l'intento di uccidere il ministro Mariano Rumor. L'attentato non riesce ma muoiono 4 persone. Bertoli, viene immediatamente fermato: si dichiara anarchico, ma in seguito verranno appurati i suoi legami con ambienti neofascisti
18 maggio - Washington: in seguito alle rivelazioni di due giornalisti del Washington Post, viene aperta un’inchiesta sul cosiddetto scandalo Watergate, ovvero lo spionaggio subito dai Democratici nel corso dell’ultima campagna elettorale presidenziale. Nell’inchiesta è coinvolto anche il Presidente degli Usa, Richard Nixon
20 maggio - La Juventus vince il suo 15° scudetto. In casa della Roma, sconfitta 1:2 con goal di José Altafini e Cuccureddu.
25 maggio - Roma: l'editore Rusconi acquista il 50% di Il Messaggero, quotidiano di Roma: ne è nominato direttore Luigi Barzini junior; Alessandro Perrone, proprietario del restante 50% delle quote, rifiuta di dimettersi.
29 maggio - Milano: nuovo assetto societario al Corriere della sera: Mozzoni, Gianni Agnelli e Moratti acquistano le quote di Leonardi e Crespi.

Giugno
1 giugno - Grecia: un referendum abolisce la monarchia e istituisce la repubblica: il colonnello Georgios Papadopoulos, già al potere dal golpe militare del 1967, diventa Presidente
12 giugno: dimissioni del governo Andreotti.
17 giugno: Amintore Fanfani viene eletto segretario della DC. Succede ad Arnaldo Forlani

Luglio
7 luglio Nasce il quarto governo Rumor: quadripartito di centro-sinistra, composto da DC, PRI, PSDI e PSI. L'esponente democristiano ricopriva nel precedente secondo governo Andreotti la carica di ministro dell'interno
10 luglio -Roma: viene Rapito Paul Getty III, nipote dell’uomo più ricco del mondo. Per sollecitare il pagamento, i sequestratori tagliano un orecchio al ragazzo. La liberazione avverrà cinque mesi dopo, a fronte di un riscatto miliardario
21 luglio
Belfast: l’esplosione di 19 bombe provoca undici vittime e numerosi feriti: è il “Bloody Friday
viene lanciata l'undicesima sonda verso
Marte, nell'ambito della missione russa Mars 4. La sonda però non riuscirà ad immettersi nell'orbita del pianeta
25 luglio - viene lanciata la dodicesima sonda verso Marte, nell'ambito della missione russa Mars 5: la sonda raggiungerà il pianeta il 12 febbraio 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati
28 luglio - Italia: nuova rivolta nelle carceri italiane, in particolare a Regina Coeli (Roma) e San Vittore (Milano)

Agosto
5 agosto - Viene lanciata la tredicesima sonda verso Marte, nell'ambito della missione russa Mars 6: la sonda raggiungerà il pianeta il 12 marzo 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati
9 agosto - viene lanciata la quattordicesima sonda verso Marte, nell'ambito della missione russa Mars 7: la sonda raggiungerà il pianeta il 9 marzo 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati
15 agosto - Cessano i bombardamenti statunitensi della Cambogia
29 agosto - A Napoli scoppia un'epidemia di colera causata dal deteriorarsi delle condizioni igieniche e dal mancato smaltimento dei rifiuti. Il focolaio si estenderà successivamente fino a Bari con alcuni casi registrati anche in Sardegna. Muoiono 30 persone e Il mercato ittico è in ginocchio

Settembre
Settembre - Esce l'album Il nostro caro angelo di Lucio Battisti.
9 settembre - Belgrado, Jugoslavia: Novella Calligaris diventa campionessa mondiale degli 800m stile libero, stabilendo il nuovo record del mondo con il tempo di 8'52"97
11 settembre - in Cile, un golpe militare diretto da Augusto Pinochet rovescia il governo. Il Presidente Salvador Allende si suicida durante le ultime fasi di assalto al palazzo presidenziale
18 settembre - Ammissione all'ONU delle due Germanie
22 settembre - USA: Henry Kissinger, ex consigliere alla sicurezza della Casa Bianca, è nominato Segretario di Stato
23 settembre - Argentina: Juan Domingo Peron è eletto presidente
28 settembre - Italia: in un saggio su Rinascita intitolato Riflessioni sull’Italia dopo i fatti del Cile, il segretario del PCI Enrico Berlinguer lancia la proposta del compromesso storico con la DC

Ottobre
Milano: viene pubblicata la rivista Controinformazione, diretta da Pio Baldelli.
6 ottobre - in Israele scoppia la Guerra del Kippur, che termina pochi giorni dopo, il 24 ottobre; l'esercito israeliano respinge gli attacchi di Egitto e Siria, i due paesi arabi subiscono una pesante sconfitta
10 ottobre - Stati Uniti: Il Vice Presidente degli Stati Uniti Spiro Agnew si dimette dopo essere stato accusato di evasione fiscale
17 ottobre - Milano: Indro Montanelli abbandona per protesta il Corriere della Sera, accusando il direttore Piero Ottone di aver portato il quotidiano su una posizione filocomunista

Novembre
9 novembre - La Spezia: arresti di appartenenti al gruppo eversivo La rosa dei venti, legato a strutture parallele connesse ai servizi segreti. Il colonnello Amos Spiazzi rivelerà in seguito l'esistenza di strutture segrete NATO contro il pericolo comunista.
22 novembre - Italia, viene sciolta l'organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo fondata da Pino Rauti, e arrestati 30 dei suoi militanti, per ricostituzione del partito fascista
23 novembre - Italia: Il governo vara severe misure di austerità energetica per contrastare la crisi petrolifera successiva alla guerra del Kippur: divieto di circolazione delle auto nei giorni festivi, ulteriore aumento del prezzo della benzina, chiusura obbligatoria alle 23 per televisioni, cinema, locali e ristoranti
3 novembre - nasce Vincenzo Assisi

Dicembre
17 dicembre - Un gruppo di terroristi palestinesi attaccano un aereo della Pan Am all'Aeroporto di Fiumicino provocando 30 vittime. Catturano 14 ostaggi per poi fuggire su un altro aereo della Lufthansa con destinazione il Kuwait

18 DICEMBRE: nascevi tu... BUON COMPLEANNO AMORE

lunedì 15 dicembre 2008

vaggio numero 59: PERSA

esiste un momento.. un momento magico che dura una frazione di secondo. magari sei li, in mezzo ad un centro commerciale. li che cerchi un regalo o le uova.. oppure stai prendendo erronamente una pizzetta alla cipolla. gente tutta attorno che valuta statuine di Natale, ceste, vestiti.. e ti ritrovi con un carrellino in mano, uno di quelli che vanno di moda adesso: rosso, alto con il manico nero e le rotelline che funzionano una volta su due. ti trovi a girare su te stessa tenendo maldestramente il carellino.. e ti ritrovi a pochi centimetri... che dico centimetri!! a pochi millimetri dal suo viso, così vicini che solo un soffio passa tra le vostre labbra. così vicini che tutto attorno sembra essersi immobilizzato per vedere cosa succederà tra un nanosecondo. un istante. non dura di più quell'attimo. sguardi fissi...e li, in quel momento di magia ti accorgi che forse, in passato, non ti sei mai innamorata, che forse hai amato per sbadataggine, che hai perso tempo, che non sei mai stata innamorata persa così che neanche una bussola ti potrebbe portare indietro,che hai tolto alla tua vita istanti come questo:un istante che, a pochi centimetri da te, con gli occhi fissi su quella tua cicatrice che ti rende ancora più particolare, nulla è più sicuro e vero del fatto che Ti Amo.

martedì 9 dicembre 2008

viaggio numero 58: UN RISCATTO DI 19 ANNI IN DUE ORE.

il supplizio di una rosa che perde il suo ultimo petalo. il supplizio di una chemiotrapica che perde i capelli lunghi ricciolini. isupplizio di un'attrice con un tumore alle corde vocali. il supplizio di un'amica che se ne va. il supplizio di essere taditi dal proprio sangue. il supplizio di una bambina di otto anni violentata. il supplizio di non vedere splendere il sole atraverso le grate di un convento di clausura. il supplizio di dover indossare una divisa bianca con un buffo capelo e degli zoccoli scomodi. il supplizio di amare senza essere corrisposta. il supplizio di una donna che non potrà mai vdere nei tratti di un bambino i propri.il supplizio di vedere la propria madre morire di giorno in giorno. il supplizio di vedere il proprio lavoro e sudore invano. il supplizo di dove limitare le proprie innate capacità. il supplizio di essere ingabbiata in schemi mentali. il supplizio di un cellulare sotto controllo. il supplizio di non far capire a chi ami quanto importante per te sarà quella serata e quanto ci rimarrai male se la sedia resterà vuota. il supplizio di non essere ascoltata causa dell'età.
TRA 10 GIORNI AVRò IL MIO RISCATTO.... due ore e non sarò nulla di questo.
sarò un'attrice. una semplice attrice.

domenica 7 dicembre 2008

viaggio numero 57: LOTTA

(...) la mia fiaba meravigliosa si è trasformata e io ho dovuto modellarmi di conseguenza come un pezzo di creta nelle mani di un vasaio.. ho dovuto più che voluto..
è l'inutile lotta tra il vorrei ma non posso, o meglio.. vorrei ma non si può..
ma stavolta abbandono ascia e armatura a terra e alzo bandiera bianca, inutile fare un'altra stupida guerra. questa volta il nemico è troppo forte e potente.. non riuscirei mai a vincerlo.. e poi, si sa.. il più delle volte sono i vincitori che ne rimettono..e nell'eventualita di un assurda e improbabile ipotesi di vittoria rimetterne anche in quel poco che ho.. no, non ci sto.. incrocio le braccia e aspetto trepidante un'altra settimana (ma anche un giorno..) da non scordare... mica posso mettermi a fare la Don Chischotte della situazione e lottare contro i mulini a vento, no?(...)


tratto da una mail senza alcun feed back..

venerdì 5 dicembre 2008

viaggio numero 56: MENO 14...


La compagnia Teatrale "Mafeking"
presenta..
"Qui, sotto 'lla razon dei gustosi rioni"
spettacolo teatrale in lingua italiana
TRAMA:

In una Loreggia di fine 2008
un giovane sta bussando alle porte dei suoi compaesani
alla ricerca della storia del proprio paese.
Sono due anni che la gente lo accoglie.
Ha scoperto la verità sulle loro storie.
Ha scoperto che qualcosa li accomuna.
Ho scoperto di essere una di loro.

Staff:

Attore e Regia:ALFIE!
Presentatrice: Claudia Ceccarello
Musiche: Giulia Rubin
Diapositive:Irene Fantinato
Luci: Consuelo Beltrame & Franco Beraldo

La compagnia teatrale Mafeking, nata nel 2007 da un gruppo di giovani che avevano voglia di fare qualcosa, ha debuttato con lo spettacolo “La leggenda del pianista sull’ Oceano” tratto dal monologo “Novecento” di Alessandro Baricco.
Quest’anno porta in scena uno spettacolo riguardante la vita e la storia del loro paese: Loreggia.
Affinché il ricordo diventi emozione, trasformandosi in allegria e voglia di vivere.
VENERDì 19 DICEMBRE 2008
ORE 21:00
AUDITORIUM SCUOLE MEDIE DI LOREGGIA
"A.CANOVA" VIA PALLADIO 36
INGRESSO GRATUITO.

martedì 2 dicembre 2008

viaggio numero 55: DICEMBRE


guardo il calendario. è dicembre. il 2 per la precisione. non posso crederci..non voglio crederci.. già il 2 dicembre???
dicembre per me è il mese più bello, quello dove gli alberi si riempiono di palline colorate, quello dove di sicuro mi prendo vestiti nuovi. anche scarpe nuove! dicembre è il mese dove si spera arrivi la neve, e quest'anno è arrivata con qualche giorno di anticipo rispetta al mio desiderio. ma è arrivata. dicembre è il mese in cui si fa la chiara stella, ovvero con i bambini due sere prima di Natale andiamo per le case a cantare l'arrivo del Bambinello. dicembre è il mese in cui i canti in Chiesa si fanno vivi e pieni di gioia. Dicembre è il mese in cui ci si sente più buoni, è una tappa dell'anno, è fatto di regali e di atmosfera sospesa nell'aria. Dicembre è la fine del primo quadrimestre, il segno dell'inverno che arriva, le luminarie a festa, il campo scout invernale, la pausa dalla scuola e dal lavoro. è quel mese che puoi sentirti più felice solo perchè è dicembre.
questo per me.
fino adesso.
per me dicembre inizierà più tardi, inizierà il 20. Perchè il 19 vado in scena con uno spettacolo che mi è costato fatica,rabbia.dolore e fior fior di quattrini.
ma l'avevo promesso che l'avrei fatto e perciò..countdown.. meno 17...
e dicembre, quest'anno, per me è anche un altro mese speciale.. fra 16 giorni saranno 35 anni che il mio amore è nato..
allora mi ritiro a studiare il copione che assedierà la mia testa per questi prossimi 17 giorni (come se non l'avesse fatto negli ultimi 14 mesi..) e a pensare a cosa regalare al mio tesoro tra 16 giorni (se avete idee...saranno ben accette!!!)
un bacio a tutti e buon dicembre.
sperando che ritorni la neve a coprire i brutti pensieri...

sabato 29 novembre 2008

viaggio numero 54: NERVOSISMO

quando non si può avere tutto, quando bisogna accontentarsi, quando bisogna tovare qualcosa di buono anche dove non c'è nulla di buono, quando bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno anche in mezzo al deserto nell'arsura.
quando l'attesa di quel momento si è rivelato un palloncino scoppiato....
SONO STANCA
di non dormire alla notte,
di dare e non ricevere,
di essere brsagiata dalla sfiga,
di volere senza potere,
di sentirmi sempre nel luogo sbagliato,
di rodermi il fegato,
di sognare ad occhi aperti,
di svegliarmi in preda agli incubi,
di ricevere brutte notizie,
di avere le lacrime agli occhi e ricacciarle indietro di forza,
di non capire,
di rivivere in un flashback momenti maledetti,
di macigni,
di essere circondata da immagini che mi riportano a brutti ricordi,
di bloccarmi come una scema,
di essere circondata da persone infantili,
di non ricevere i giusti riconoscimenti,
di avere problemi a trovare i vestiti,
di essere giudicata,
di non riuscire a conservare ciò che ho di più caro,
di non godermi i momenti più belli,
di vedermi sfilare sotto il naso il regalo più bello,
di non sapere come comportarmi,
di illudermi,
di vivere di rcordi,
di vedere chi più amo andarsene,
di non riuscire più a vedere Alfonso.
di non saper più scrivere,
di battermi per niente..
"vorresti tanto fermare il tempo e correre indietro a qualche ora fa, a qualche stagione fa, a qualche anno fa.. quando una vostra chiaccherata non era solo un nostalgico ricordo di oggi.. "
da Alfie,
"mots de stupeur"
alf-artistisinasce.blogspot.com

venerdì 28 novembre 2008

viaggio numero 53: COCCOLIAMOCI UN Pò

























In questi giorni grigi ecco che mi arrivano una valanga di premi che mi coccolano un pò..
Ringrazio: Alessandra e Fantasilandia..

Inoltro i premi a: Adriano Smaldone, Pietro pellescura, LALumoon, Mirtilla, Sacred Fire, DEserti di cioccolato, Federica, Pansyviola, GLittervictim, Alessandra, AndreA, Simone B., LadyOscar, Rock poeta, Stelladisale, Stellavale, Jaenada, Digito, Annarigheblu, Suysan, Gabry, Freespiritman, Choppa, Shadowplay, Laura, FEderico, Butterfly, MAt, Charlie, Orchy, Baol, Ghiottolino, Lavalda, Stefano (augh!), Raphaela, Sisifo, MAria RIta, Tazzozza, Sara BOrgia, Margy..

NON PENSATE CHE LI ABBIA DATI UN Pò A CASACCIO.. LI HO DATI A TUTTI COLORO CHE MI HANNO TENUTO COMPAGNIA IN QUESTA SETTIMANA DIFFICILE, ATTRAVERSO POST, RICETTE, FOTO, CANZONI, GIOCHI..

Il premio più bello, tutto il mio amore, mirko, va a te..

buon week-end...

p.s. onde evitare disguidi con i link..sappiate che li trovate qui a lato... un baciotto e un abbracciotto a tutti...

mercoledì 26 novembre 2008

viaggio numero 52: RICORDI MALEDETTI

ieri era anche la mia giornata..la mia e quella di migliaia di altre persone come me..
ieri era la mia giornata.
e volente o nolente la persona che amo mi ha fatto il magnifico regalo di varcare quella porta e portare con sè un'ondata di gioia nel mio cuore.
ieri era la mia giornata.
ieri eri con me.

domenica 23 novembre 2008

viaggio numero 51: IL RITMO DEI PASSI

Un cerchio. Una trentina di persone. Eri li anche tu, piccola scolte... Li, con la tua uniforme azzurra e il tuo fazzolettone e i tuoi calzettoni lunghi.. Li, con le Topoline, le Aironi, le Aquile, i Pipistrelli, gli Orsi e i Gabbiani. Li, dove tu non c'eri più da tre anni e hai atteso il momento dl ritorno con fremito e pazienza... Così tanto che quando ne è arrivato il momento ne hai avuto paura... "Sarò Pronta?"... ma te lo disse anche B-P: B.P. ovvero Be Prepared, siate pronti...
Cantavi a memoria con un sorriso indecifrabile fatto di emozioni e ricordi forse..
"E il ritmo dei passi che ci accompagnerà, là verso gli orizzonti lontani si va.."
Una strofa che Dio solo a quante volte l'hai cantata.. Ci hai immerso il grugno dentro e ne sei uscita sporca e felice e ricca. Ricca di un esperienza in più, di emozioni in più, di sapere in più...
Buona strada sorella Scolte, e che il ritmo dei passi ti accompagni verso nuove avventure fatte di gioco e che tu sia sempre pronta a compiere del tuo meglio nel servizio...

venerdì 21 novembre 2008

viaggio numero 50: 3 ANNI DI ATTESA.

....la vita è come una fetta d'anguria e c'è solo un modo per gustarla: infilarci dentro il grugno sporcandosi da un orecchio all'altro.
Poi sputi i semi e getti via la buccia...
e ne resti piacevolmente sporcato......
tratto da "Cercasi Niki disperatamente"
di Federico Moccia

3 anni di attesa ...
domani mi sporcherò il grugno.
domani sarò felice.
vi racconterò..

SONO RIMASTA PRONTA.

giovedì 20 novembre 2008

viaggio numero 49: BUON COMPLEANNO ALFIE!

no, non è il mio compleanno... è il compleanno del mio blog.. no, non questo!!! il mio vecchio blog, lasciato a causa di troppe rogne... www.alf-artistisinasce.blogspot.com un anno che sono nel beato mondo dei blogger..un anno che mi diletto a leggere e scrivere ciò che mi passa la testa.. un anno che mi siete vicini..
un anno con voi...
GRAZIE...


lunedì 17 novembre 2008

viaggio numero 48: SGANASSIAMOCI SU...

Due suonatori di organo si incontrano. Il primo domanda all'amico: "Cosa hai fatto di bello ultimamente?". E l'altro risponde: "Ho suonato l'Ave Maria di Schubert nel Duomo di Milano; la chiesa era gremita all'inverosimile, il pubblico assiepava la piazza. Al termine il Cardinale Martini si alza per complimentarsi con me. Improvvisamente nella chiesa si ode una musica celestiale, un canto di angeli; gli astanti si voltano e, MIRACOLO, si vede la Madonna che piange. E tu, cosa hai fatto ultimamente?". "Ho suonato il Te Deum nella Basilica di S. Pietro; anch'io con la chiesa gremita, il sagrato stipato di gente proveniente da tutto il mondo. Alla fina del concerto si alza Sua Santita' che viene a complimentarsi con me per l'esecuzione. Improvvisamente un senso di gelo invade la basilica, ci voltiamo e vediamo il Cristo che si stacca dalla croce, le mani sanguinanti, i piedi sanguinanti, la corona di spine ancora in testa, si avvicina a me, mi abbraccia e mi dice: "Bravo, tu si' che hai suonato bene, non quello stronzo che a Milano ha fatto piangere mia mamma!"

venerdì 14 novembre 2008

viaggio numero 48: ANNI 80

Noi che...
ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda colore' e 'il lupo mangiafrutta'
Noi che...
ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che...
facevamo 'Palla Avvelenata'.
Noi che...
giocavamo regolarmente a 'Ruba Bandiera'
Noi che...
quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che...
non ci facevamo mai mancare 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che...
i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che...
quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che nn si smontavano mai.
Noi che...
chi andava in bici senza mani era il più figo.
Noi che...
anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco.
Noi che...
ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che...
le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che..
avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'
Noi che...
se avevi l'hulla hop eri ganzissima!!
noi che....
dì la verità la sigla di WILLY IL PRINCIPE DI BEL AIR la sai ancora a memoria!!
Noi che...
suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che...
le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
Noi che...
alla messa ridevamo di continuo.
Noi che...
ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che...
giocavamo a nascondino e a 1 2 3 stella
Noi che...
al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che...
ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
noi che...
abbiamo imparato i miti dell'antica grecia guardando pollon....
Noi che...
se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che...
abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che...
all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire.
Noi che..
si suonava la pianola Bontempi.
Noi che...
la merenda era la Girella e il Billy all´arancia.
Noi che...
come scarpa da calcio avevamo la pantofola d oro.
Noi che...
le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione.
Noi che...
quando vedevamo i biscotti della Bistefani "e chi sono io Babbo Natale?"
Noi che...
guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che...
il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che...
abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e Stand byme.
Noi che...
abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso.
Noi che...
giocavamo col Super Tele.
Noi che...
il tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...'
Noi che...
le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire.
Noi che...
avere un genitore divorziato era impossibile.
Noi che...
tiravamo le mani appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che...
abbiamo avuto tutti il bomber blu con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che...
se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna.
noi che...
x sentire una amico lontano scrivevamo la lettera e la spedivano con tanto di francobollo...
Noi che...
guardavamo "Non è la Rai" e "Beverly Hills 90210"
Noi che..
avevamo i vestiti fatti in casa e indossati prima da sorelle e cugine
Noi che..
la musica in TV la faceva solo TMC2
Noi che...
facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che...
avevamo adottato gatti e cani randagi (nei casi peggiori bruchi!)che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale, anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che...
i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che...
dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che...
giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che...
sul pullman della gita giocavamo a 'nomi cose e città' (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che...
con 100 lire ti prendevi una cicca con 500 un pacchetto di figurine dei calciatori.
Noi che...
le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza di anni sappiamo ancora cosa cantavano Robin Hood e Little John.
Noi che...
in TV guardavamo solo i cartoni animati (e abbiamo avuto la fortuna di vedere la prima serie dei power rangers..l'unica seria!!)
Noi che...
litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja.
Noi che...
cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2.
Noi che...
la domenica con le scarpe nuove dovevamo andare alla messa
Noi che..
se c'era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio.
Noi che...
se non c'erano gli alberi si giocava lo stesso.
Noi che...
nei prati al buio tra il frinire delle cicale scorgevamo ancora le lucciole (e non sapevamo sarebbero state le ultime).
Noi che...
non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato.
Noi che...
i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno a nostro rischio e pericolo.
Noi che...
si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite.
Noi che...
c'era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto!!!
Noi che...
non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l'albero decorato annesso.
Noi che...
le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che...
se guardavamo tutto il film fino alle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!
Noi che...
guardavamo film dell'orrore anche se si aveva paura
Noi che...
giocavamo a calcio durante l'intervallo con..qualsiasi cosa!
Noi che...
suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che...
nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che...
il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare.
Noi che...
a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle.
Noi che...
quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le scarpette nello zaino.
Noi che...
se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che...
le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che...
internet non esisteva.
Noi che...
la merenda a scuola te la portavi da casa.
Noi che...
si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che...
se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che...
sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che...
il primo novembre era 'Tutti i Santi', mica Halloween.
Noi che...
pensavamo di avere segreti.
Noi che...
i segreti li avevamo davvero.

Noi che...
ci manca quel periodo..
Ma che fortuna esserci stati...


giovedì 13 novembre 2008

viaggio numero 47: J' IMPLOR PITIé

Folle pensiero che mi tormenta,
Sei Tu il mio insensato sogno d'amore.
Tu, nella consapevolezza dell'impossibile
Sei il brivido di una speranza
che lacrima sangue e infanga
la purezza del mio sguardo.
Sei Tu irrealizzabile desiderio,
l'aguzza spina nel mio cuore,
di rosso fuoco bruciante tinto.



ALLE API
voi che trasformate
sangue in miele
cambiate le lacrime
in pioggia,
voi fabbricatrici di cera
costruite un riparo
al cuore,
fortunate voi che un pasto
vi costa la vita
a noi un amore
ci può far agonizzare
in eterno.



Come un oceano è il mio dolore immenso,
simile al ribollire delle sue onde, il mio tormento,
come un uragano che s’abbatte sul mondo,
cosi il desiderio di te distrugge la mia anima.
Croce e passione sei, nei tuoi no, muoio,
nelle illusioni rinasco, per morire di nuovo.
Mio inferno e paradiso, fiele e miele,
inquietudine e pace, martirio e gioia.
Come è possibile non comprendere
che sei il tutto, e il tutto è ancora niente
che sul tuo cuore riposa l’anima mia,
che il mio cuore si trova dove sono i tuoi pensieri.
Ho fame dei tuoi abbracci
e sete dei tuoi baci,
desco dell’amore,
coppa della passione.

martedì 11 novembre 2008

viaggio numero 46: IMMAGINE

Mi sono immaginata una fermata dell'autobus questo pomeriggio. Una di quelle fermate senza panchina per potersi sedere o tettuccio per riparasi dalla pioggia. Ma la giornata che mi sono immaginata era una di quelle di fine aprile, dove il sole ti fa le prime abbronzature, quelle che nemmeno più ricorderai ad agosto, in montagna, quando le tue braccia saranno marroncine e le spalle invece bianche candide.
E mi sono immaginata anche una ragazza, seduta sul muretto della fermata. Aveva i capelli corti ricciolini e una t-shirt rosa carico. Rigirava tra le mani una sigaretta mezza consumata, simbolo di una promessa spezzata.. o forse anche due.
Teneva un braccio piegato appoggiato al ginocchio e, con il pugno chiuso, sosteneva il mento. La fronte corrugata, gli occhi mezzi socchiusi per via del sole. I capelli erano scompigliati dal leggero vento che scuoteva le foglie dell'alberello appena piantato lì vicino.
Era ferma li. Sembrava non vedere le macchine passare. Fissava un punto non ben definito dell'asfalto, in mezzo alla carreggiata. Mi sembrava quasi di riuscire ad accarezzare i suoi pensieri. Me li sono immaginati anch'essi. Vedevo nei suoi occhi il riflesso di un paese a me straniero. Uno di quelli che ho visto in una cartolina chissà dove.
Forse doveva andare li. O forse bramava quel paese. Perché negli occhi della gente vedi quello che vedranno, non quello che hanno visto. Così dice il mio libro preferito. Per questo so che lei non c'è mai stata li. Lei. Vorrei darle un nome, ma non mi riesce. Mica posso andare li, a farle distogliere lo sguardo dal catrame per chiederle come si chiama. Io! Perfetto sconosciuto!
E allora me ne resto qui, appoggiato a questa rete a poca distanza da lei e continuo a fissarla. Sembra non essersi accorta di me. Veramente sembra non essersi accorta del mondo che la circonda. Sembra tutta da un'altra parte. O forse è tutta da un'altra parte.
Nei suoi occhi ho scorto un paese tra i colli..
C'era lei. Seduta ad un bancone di un bar ed un ragazzo o forse un uomo … non riesco bene a capire. L'immagine è distorta .. sembra ripescata da una fotografia e i movimenti sembrano goffi, distorti anch'essi.. come se non gli appartenessero. Sembra tutto un po' confuso. Come se fosse una recita.. ripete le stesse azioni. Ritorna indietro. Ne fa di nuove. Ne modifica alcune. Ma la situazione è la medesima.
Comincio a non capire cosa sto guardando.. negli occhi di una perfetta sconosciuta per di più.. cerco di scorgermi più in la per vedere meglio.. come se sperassi di sentire i loro nomi o almeno le loro voci. Ma scostandomi muovo la rete alla quale anch'essa è appoggiata. Di colpo distoglie lo sguardo e mi fissa. Un attimo. Due. Comincio a tremare.
Poi come se non fosse successo nulla ritorna a guardare davanti a se. Ma questa volta guarda le macchine sfrecciare. Sembra che si sia dimenticata di quel pezzetto d'asfalto che prima le teneva compagnia.
Lui è ancora li però.
Non riesco più a scorgere i suoi occhi che ora, repentini, scrutano il paesaggio e tutto ciò che la circonda.
Pian piano inizio a capire, a dare un senso a tutto quello a cui ho assistito in questi 5 minuti. Era un sogno. O un immaginazione di quella ragazza che per pochi istanti mi ha fatto entrare nei suoi pensieri. Era un' immaginazione dentro l'immaginazione.
Ecco che si alza, di colpo, scostando quei ricci che le incorniciavano il viso. Fa dei passi in avanti. La vedo salire su di un autobus che avrei dovuto prendere anch'io. Ma preferisco di no. Preferisco evitare la confusione. Vorrei restare solo per un altro po' a gustarmi questa sensazione magnifica di essere riuscito ad entrare nei sogni di qualcuno

domenica 9 novembre 2008

viaggio numero 45: FLASHBACK DELL'ODIO



nessun indennizzo del mondo mi può restituire ciò che era mio di diritto.

viaggio numero 44: I PREMI NON ARRIVANO MAI SOLI

questo meraviglioso premio mi è stato assegnato da mirtilla http://angolocottura.blogspot.com/ ( che ringrazio e vi invito caldamente a fare un giro nella sua dolce e confortevole cucina)

Questo è un premio che riconosce i valori che ogni blogger dimostra ogni giorno nel suo impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali.
In breve mostra la sua creatività in ogni cosa che fa.
Regole:
1)Accettare e visualizzare l'immagine del premio e far rispettare le regole
2)Linkare il blog che ti ha premiato
3)Premiare altri 15 blog e avvisarli del premio.

i miei premiati..

FEDERICO http://outofthewater.blogspot.com/ per tutte le cose che ha saputo insegnarmi sullo scoutismo e sul mondo, attraverso i suoi post e i suoi infiniti monologhi

FEDERICA http://unaciliegiatiralaltra.blogspot.com/ per la simpatia che mi trasmette attraverso i suoi post

VALERIA http://oltreilponte.blogspot.com/ per il suo blog vero, peno di momenti per riflettere e per il suo immenso coraggio che ha guadagnato tutta la mia stima

ANDREA http://ilchiacchierario.blogspot.com/ qualcuno 'ha definito il blogger saggio.. e quoto in pieno

SUYSAN http://suysan.blogspot.com/ per i suoi disegni che mi hanno catturato e i suoi racconti da mamma che mi fanno apprezzare sempre di più la mia

AGLAIA http://sacredfire-aglaia.blogspot.com/ perchè non scrive semplici post, ma poesie pure.
PIETRO http://antologiadiunpaesedegradato.blogspot.com/ con le sue vignette ci fa prendere le cose contro piede e sorridere anche di questo paese degradato.

PIERMATTEO http://piermatteovr.blogspot.com/ ogni volta che leggo un suo post mi fa entrare nel suo mondo. e mi piace.

DANIELE VERZETTI http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/ perchè è un rock poeta, semplicemente.

ORCHY http://marte-venere.blogspot.com/ perchè nei suoi post riesco sempre a farci scappare un sorriso..

DIGITO ERGO SUM http://digitoergosum.blogspot.com/ perhè è lui. perchè adoro seguirlo nei suoi pensieri.

GLITTERVICTIM http://ilbucodellaserratura.blogspot.com/ mi piace il suo modo di pensare e di vedere il mondo..e mi diverto nei suoi numerosi sondaggi...

MAT http://greatgibo.blogspot.com/ con la sua sottile ironia non si capisce se c'è o ci fa.. sicuramente mi fa morire dal ridere (in senso buono)

ALESSANDRA http://myblog-alessandra.blogspot.com/ perchè mi segue sempre, e spero che le piaccia. come a me piace seguire lei, le sue poesie, le sue foto.. magnifiche..

FREESPIRITMAN http://freespiritman.blogspot.com/ non sono ancora riuscita a inquadrarlo nel mio schema mentale, ma merita!

si, lo so che ho esagerato con il numero di blogger da citare, ma mi piacciono tutti quanti. e non sono nemmeno tuti. i più bei blog ce ho scovato nella rete li trovate qui a destra.
e, tanto per fare la diavola e riallacciarmi a un discorso nato qualche tempo fa in alcuni commenti, vorrei sottolineare che li seguo tutti. altrimenti non ci sarebbero.
grazie a tutti..
un abbraccio e buona domenica.

venerdì 7 novembre 2008

viaggio numero 43: C'é UN PREMIO PER TE..

FREESPIRITMAN mi premia, e lo ringrazio di cuore!
inoltro questo dolcissimo premio a:


StellaVale,Federica, Mirtilla e Suysan

Dankon!!!






viaggio numero 42: INCUBI

sono due mesi che non dormo. Sono due mesi che non riesco a fare più di 4 ore di sonno filate senza svegliarmi in preda ad un incubo. Stanotte è stato un dramma.
Ieri sera alle 22:00 mi etto sotto le coperte a leggere "Harry Potter et le prince du sang me^le". alle 22:30 sento Morfeo che mi prende dolcemente per mano, allora spengo la luce e mi avvio nel suo mondo. Alle 00:15 mi sveglio con un forte mal di denti. Scendo in cucina e prendo l'Oki (ringrazio i creatori dell'oki, l'unica medicina che posso prendere e che mi fa passare tutto). alle 00:45 passa il mal di denti, ritorno da Morfeo. Alle 02:50 mi sveglio per un incubo. Lo stesso che mi assilla da settembre: qualcuno che conosco fa un incidente stradale e muore. Io lo sapevo e non ho fatto nulla per fermarlo. Ogni sera cambia la persona ma la modalità è sempre la stessa. Stanotte è toccato al mio Lui, ma sapendo che era a casa mi son detta : "non chiamarlo nel cuore della notte per sapere se sta bene, è ovvio che non era via stasera. sicuramente domani mattina alle 6:30 ti scriverà il solito messaggo di buongiorno dato che non è successo nulla.era solo un incubo". All' una e un quarto circa riesco a calmarmi e a prendere sonno. Alle 4:04 mi sveglio disperata: ho sognato che era il giorno dello spettacolo teatrale e non era pronto nulla, non sapevo il copione e mi ritrovavo a casa e non riscivo a raggiungere il teatro. anche questo un incubo ricorrente.
NON VEDO L'ORA CHE ARRIVI IL 19 DICEMBRE PER SMETTERLA DI SOGNARMI TUTTO QUESTO.
alle 6:38 mi risveglio, certa di trovare il solito messaggio-sveglia del mio amore.Invece non è così. Mi alzo e fino alle nove cerco di contattarlo in tutte le maniere possibili. Ero disperata. Ovviamete all'ennesimo tentativo risponde e sta bene. Evito di raccontargli del sogno altrimenti mi dice che sono matta.
Ho sonno. Voglio dormire.

giovedì 6 novembre 2008

viggio numero 41: VORREI INCONTRARTI FRA 30 ANNI

vorrei incontrarti fra trent'anni, quando ne avrò 49..
tu 65..
vorrei incontrarti per vedere se ancora ci conosciamo,
se ti ricordi di me, se c'è quella magia che da otto mesi è ininterrotta.
vorrei incontrarti fra trent'anni e vedere se i problemi saranno gli stessi di adesso..
vedere se e come è finita tra di noi.
vorrei vederti a dire veramente "sò vecchietto",
e vedere se ci fanno ridere ancora le stesse cose..
vorrei vedere se fra trent'anni ci saranno ancora telefonate come quella di adesso,
piena di speranza troncata.
vorrei incontrarti fra trent'anni
per poterti dire quanto ti ho amato trent'anni prima


Io voglio amarti voglio averti Dirti quel che sento Abbandonare la mia anima Chiusa dentro nel tuo petto Chiudi gli occhi dolcemente E non ti preoccupare Entra nel mio cuore Lasciati andare



mercoledì 5 novembre 2008

viaggio numero 40: UNA ROSA ROSA

Credo che l'amore sia come un flusso che non si interrompe mai. Va e viene. Fa dei giri larghi, a volte sparisce dalla visuale, ma c'è. Non c'è un prima, non c'è un poi. C'è il mentre. Forse somiglia all'arcobaleno che ci divertivamo a colorare insieme con le dita. Il mio veniva sempre un po' storo. Ma tu non me lo dicevi mai. Io lo sapevo. Tu pure.
Sono alla finestra e guardo fuori. Non ha piovuto quindi non c'è nessun arcobaleno. Ma voglio immaginarmelo. Un silenzio fatto dei tuoi ricordi mi avvolge. Penso a quello che non abbiamo più, a quante volte avremo dovuto meritarcelo invece di darlo per scontato. La vita è come un gioco a scacchi. Solo che è come se qualcuno, approffitando di un tuo momento di distrazione, ti avesse rubato un pezzo. Quello sul quale tu facevi più affidamento.
Penso che quando qualcuno se ne va li per li restano soltanto le ore. Ore come scogli mentre nuoti, a cui vai in contro per riposare un po'. Ore come appigli in un mare sospeso di incredulità. Ore che si rincorrono dentro l'orologio e scivolano lente, inevitabili.
Non hanno dubbi, le ore. Sono soldati in fila che dettano legge e cadenzano la vita.
O meglio, è come uno strano sogno. E allora vorresti svegliarti e dire:"Non è possibile.. ah, meno male, ho solo sognato".Ma non è così.
E allora penso alle assenze, a come ci muoviamo piano, quasi scomposti, al rallentatore. Non abbiamo la sicurezza delle ore, delle lancette dell' orologio. Non sembriamo soldati. Cerchiamo solo l'illusione che tutto si fermi e l tempo, magari, vada indietro, scappi al contrario. E possa tornare a ieri, all'altro ieri, a mille giorni fa. A quando potevamo parlarci. A quando un sorriso non era solo un ricordo di oggi.
Ho imparato che si dovrebbe sorridere per quello che è stato e non soffrire per quello che non sarà più. Ma c'è un momento, non so quanto duri, in cui questo non è ancora possibile. In cui senti quel terribile vuoto. In cui intrecci le corde che tirano su la tua anima com un sipario. E allora il tendone d velluto si solleva e tutti guardano sul palco. Ma l'attore non entra. Non più.
Perché quel qualcuno è già altrove. é un nuvola bianca che in cielo gioca a spartirsi l'azzurro con le altre sorelle. Un arcobaleno invisibile che puoi disegnare senza matite e farlo storto quanto ti pare.
La rosa sul feretro.
Lasciata per dirti qualcosa che sappia di petali e non di voce.Legata con un nastro rosa. Si, ti regalo il rosa. Lo regalo alle tue guance spente.
Perché quando non so piangere scrivo.
E ora scrivo a te.
Ma che ti dico? Dove vado a tirarle fuori le frasi? Che te ne fai di me oggi?
Io e loro. Come colonne sulla porta.
A guardare la gente sfilare. A sentire le loro parole. A sentire il mondo che gira. Ma ce tutto resti spento oggi. Che non ci sia sole ma buio. Che il tempo passi più veloce che può, portando lontano il dolore che provo.
C'è una rosa rosa sulla tua lapide che un regista toglierebbe subito. Direbbe che non è un bel finale. Ma a noi non importa. Quella rosa è li per e e ti parla di quello che non ho saputo dirti, delle cose che mi hai insegnato. Del tuo banco spento.
I registi lasciamoli al cinema. Lasciamolo zitti dietro quello schermo spento.
Ecco. Ho un idea. Ci vorrebbe una grande fascia nera, di quelle che si mettono i giocatori in campo la domenica.
Ma una gigantesca fascia nera da mettere attorno a tutto il mondo.
Perché è così che ci mancherai.
E non farei il fiocco.
Perché il fatto che non ci sei più non è un regalo.
Il regalo più bello è stato averti.
Ciao niki.

domenica 2 novembre 2008

viaggio numero 39: FIAT LUX

Ho immaginato un porto lontano nel tempo e nel luogo. Un porto vicino ad una collinetta.Sines se la memoria non m'inganna. Un bambino sopra quella collinetta. Sette anni, non di più. Lho visto fissare quel mare tmestoso, quelle onde alte, bianche, spumeggianti infrangersi nel porto. Poco tempo. E quelle gettate di cemento larhe come una stada, sostenute da pali grossi come lampioni spazzate via. Tagliate come ncoltello caldo taglia il burro. La forza la magia e la ribellion della natura.
Dopo, molto tempo dopo. Un mare diverso, un pontile, un posto lontano .
Lo stesso bambino creciuto un pò. Alto, spalle grandi, pizzetto curato. Per mano con una tata, una ragazza dai capelli ricciolini lunghi, fermati da un cerchiello. La vedo scrutare il cielo in cerca di una stella. Mare agitato sotto di loro. Cuore agitato e animo tempestoso per lei. La vedo spostare i suo guardo dal firmamento i suoi occhi. Sguardo fisso e intenso come se cercasse di farlo suo per sempre quel volto. Quell'uomo. Quel nome. Ecco le braccia intrecciarsi tra di loro, i loro volti avvicinarsi in silenzio, mani che sfiorano. Labbra che si toccano
sicure, lente, tenere, dolci. Carezze ovunque. Le sue mani. Le mie mani. Noi due. Li, a guadare l'acqua infrangersi sulla bacchigia.Ecco che in quell istante i miei dubbi, le mie paure, i miei timori finiscono come finì quel cemento del porto di Sines. Spazzato via dalla forza e dalla magia di quel bacio. Cuore più leggero. Almeno per adesso.
24 ore dopo sarà tutto differente.
forse non c'è una magia definitiva.



sabato 1 novembre 2008

viaggio numero38: TRA SUDORE E VOMITO: DISCOTECA A HALLOWEEN


io mi domando perchè. Perchè bisogna pagare 20 euro per entrare in una discoteca con 5000(!) persone tutte ammassate. Perchè fanno il free-drinking (ovvero puoi bere gratis tutto quello che vuoi) nonostante il continuo problema degli incidenti stradali e dell'abuso i alcool tra i giovani. Perchè bisogna bere fino a stare male. Perchè bisogna bere, stare male e rovinare la serata agli amici. Perchè c'è gente in discoteca distesa per terra che vomita e gli amici (si possono chiamare così???) sopra che ci ridono. Perchè fanno entrare più gente di quella che ci sta veramente? Ieri era la seconda volta che andavo in discoteca (la prima risale a 3anni fa, di pomeriggio). Pi sono andata in disco in Francia che è differnte da questa e in disco per adulti (eranotutti sopra i 35) in Italia. e con questa serata di merda di ieri sera sono arrivata ad una conclusione:
NON ANDRò MAI PIù IN DISCOTECA.
e mi dispiace per tutti i miei coetanei che ci vanno sempre e si stanno lentamente bruciando il cervello.

mercoledì 29 ottobre 2008

viaggio numero 37: FANTASILANDIA

ogni tanto chiudo le porte al mondo e me ne resto sola con me stessa. o io e alfonso se così vi piace di più. è un pò di tempo che non passo più negli altri blog.. dicamo che il tempo stringe e la voglia cala.. ho da poco scoperto facebook. non mi da grandi soddisfazioni. blogger è mille volte meglio. ma ho rintracciato amiche che non vedevo da tempo, gente che abita vicino a me e ci si parla di rado. forse, a volte, sarebe meglio spegnere tutto e uscire di casa e stringere in un abbraccio Alice, Ilaria, Diletta, Giulia.. farsi una chiaccherata con Federico, ritornare a parlare con le esse dolci con Fabrice e Angelo, o ascoltar dal vivo le avventure di Giulia, Irene e Federica.
Ma oggi piove, e fa freddo.
Chiudo porte e finestre e me ne resto qui a Fantasilandia..
p.s= appena finisco di gironzolare tra sogni paure e pensieri ritrno nei vostri mondi...

martedì 28 ottobre 2008

viaggio numero 36: ECCOTI

4^ora di lezione: Economia. Te ne stai li, seduta composta al banco, nascondendo alla bell'e meglio il libro "Harry Potter et les reliques de la morte". Prendi ppunti, leggi una fase, rispondi alle domande e schezi persino con il tuo copagno di banco. Come fai a fare tutto per me è sempre stato un mstero. D'un tratto guardi il telefono illuminarsi. Uno squillo. Rispondi. Si illumina di nuovo. Un messaggio. Vedo le tue labbra plasmarsi in un dolce sorriso. Ti alzi di scatto dalla sedia.
"Prof, fa caldo, apro la finestra e non le dispiace."
"Fa pure, Bellinato."
Apri la finestra e le imposte. Eccola li, lucida. La bru brum, come la chiami tu. Ti sporgi un pò, essendo al secondo piano. Allunghi una mano e saluti. Le tue labbra formano due parole senza suono.. "Ciao Amore". Ritorni al posto e messaggi. Dopo poco ti rialzi con la scusa che hai freddo. La tua mattinata sarà favolosa.
Dopo, dopo scuola. Dopo pranzo. Dopo i simpson. Dopo la sigaretta di rito. Sono seduto su una poltrona che accarezzo il cane. Un battuffolo nocciola di nome Lapo (El-Can). Strano che lui mi possa vedere, sentire. Tu dormi tranqulla con la copia del libro aperta ed il telefonino poco distantedal viso. Ti svegli e prendi in mano il tlefono e fai uno squillo. Subito dopo il telefono suona. Ti metti a sedere sul divano e rispondi.
"Pronto...yawn.."
"Stavi a dormì?"
"Eh, si"
"Ma come hai fatto a famme un squillo se stavi a dormì?"
"Mi sono svegliata da due secondi e ti h squillato"
"Te te sveji e me squilli?"
"Eh.."
"Sò il tu primo pensiero!!"
"Eh!!"
e via, giù a parlare e a dire cose sceme e belle e divertenti e inutili e necessarie....
No, Mirko. Hai sbagliato. Non sei il mio primo pensiero al mattino appena mi sveglio,oggi sono otto mesi che sei il mio pensiero costante.



lunedì 27 ottobre 2008

viaggio numero 35: BLECAUT

c'è un Black-out.
temporaneo.
Nella mia testa.
Vado a sistemarlo.
Tornerò.
Non so quando,
ma tornerò.

venerdì 24 ottobre 2008

viaggio numero 34: COSA FAREI CON TUTTI QUEI SOLDI


Premessa: non ho mai giocato al superenalotto e mai giocherò. Ma tutti quei soldi che qualcuno ha vinto ieri sera fanno molta gola.


Ecco cosa ne farei:
1. andrei in Francia a trovare Angelo, Stephanie e tutto il personale.
2. acquisterei quel vestito che tanto mi piace, ma 1080 euro non sono pochi!!!
3. farei fare a mia mamma una bella crciera. io e lei. se lo meriterebbe.
4. acquisterei quelle Prada che tanto mi paicciono.
5. metterei da par i soldi per l'univeristà Dams a Bologna.
6. andrei in cooperativa scout e mi rifarei tutta l'uniforme e 'atrezzatura mancante.
7. appartamentino con relativo laboratorio teatrale.
8. macchina piccina ma carina. Magari la nuova 500.
9. beneficienza.
10. cellulare nuovo.

Chiedo troppo?? e voi cosa ne fareste???

giovedì 23 ottobre 2008

viaggio numero 33: IL MIO INIZIO SEI TU

"Venivamo da esperienze sbagliate,
ben lontani dal vederci mai più
ma siamo qua fabbricanti di sogni,
il mio inizio sei tu…
Sconosciuti tu non eri nei piani,
stiam vivendo nuove complicità
ma era un po' che il cuore voleva
Funzionerà…
Con te che io voglio riempire i miei giorni
Te che io voglio far veri i miei sogni
Questo viaggio ha porti sicuri
Chiari contorni…
Ci sarò per la fine del mondo
Ci sarò per amarti di più
E così se chiami rispondo
Il mio vero inizio sei tu…

La nostra vita passata
Cercando felicità
Con te un futuro ce l'ho
Lo aspettavo da un po'
Niente ora ci cambierà…
Con te che io voglio riempire i miei giorni
Te che io voglio far veri i miei sogni
Questo viaggio ha porti sicuri
Chiari contorni…
Ci sarò per la fine del mondo
Ci sarò per amarti di più
E così se chiami rispondo
Il mio vero inizio sei tu…"
cosa succede quando il cuore ha troppa sete?

martedì 21 ottobre 2008

viaggio numero 32: LA PIOVRA è MORTA MA LA RICORDO

ritorno indietro nel tempo. qualche inverno fa. pestavi i piedi per l'attesa. eri li da circa un ora e non avevi nulla che ti distraesse. d'un tratto la porta si apre. tu, con lo sguardo a terra, fissi le scarpe del nuovo paziente. le riconosci. le hai conosciute poco più di 24 ore prima. arrossisci per l'imbarazzo e saluti educata. mani sotto le cosce e piedi a penzoloni. avresti 17 anni ma sembri una bambina. ti massaggi lievemente la gola. la tua voce è bassa e roca e ogni sillaba che pronunci ti causa un dolore atroce. ma non sei preoccupata. perché dovresti? per un semplice mal di gola! no, non sei la tipa che si spaventa per niente. lui si siede accanto a te e sfoglia un libro : " cosa mangeremo domani?" tu leggi il titolo e mentalmente inizi a cantare una canzone di chiesa. "dove troveremo tutto il pane per sfamare tanta gente, dove troveremo tutto il pane se non abbiamo niente!." inizi un fitto intreccio di messaggi con robocop, la tua amica e lui, il tuo futuro fidanzatino. quel ragazzo con gli occhiali seduto accanto a te che conosci da ieri. ma tu questo non lo sai, non sai il tempo che trascorrerai con lui e nemmeno il dolore che proverai. è il tuo turno. entri. dopo un quarto d'ora esci tranquilla. nulla di grave. corde vocali sovrapposte. dovresti stare senza parlare per circa un mese. poi tutto normale. ma... saluti il tipo ed esci. vai in consulta e li ridi e scherzi e canti. a te le imposizioni non sono mai piaciute. un passo avanti. il mese successivo. il mal di gola resta. ti si aggiunge la febbre da cavallo ad ogni ora per circa una settimana. ritorni dal dottore che ti spedisce urgente da un suo collega .. oncoqualcosa. tu i nomi non li ricordi mai: medici, medicine.. tutte cose che tu odi e quindi non mandi a memoria. li i dubbi diventano conferma. stai male. ma non hai tempo per pensarci. c'è lui adesso nella tua vita che allevia quel'insorgere di lacrime ad ogni parola. la febbre si attenua per le medicine. ti si gonfiano le mascelle e il collo per il cortisone. ma sei felice. le terapie le hai gentilmente rifiutate. sei proprio una bambina. arriva giugno e ritorni in scena, il tuo monologo. sembra tutto filare liscio e nessuno si accorge di nulla. ma a metà spettacolo ogni battuta è seguita da una smorfia di dolore. tu continui e tieni tutto nascosto e segreto. il giorno dopo parti per la stagione lavorativa. le medicine le lasci a casa, nascoste perchè nessuno deve sapere. nessuno deve conoscere quel male che ti stringe da circa 8 mesi. cambi lavoro dopo un mese e li crolli. è piena estate, un caldo afoso, la cucina con 8 fuochi accesi più il caminetto per la brace. e tu sudi e tremi di freddo per la febbre. per il dolore. non riesci a mangiare. tutto ciò che ingoi sono frullati fatti da Toni, il tuo capo. ne parli al tuo lui , schivo e irraggiungibile per questi discorsi. sembra non capire, sembra non interessarsene, sembra non voglia sapere. allora te ne stai zitta e arriva settembre. e ricomincia un nuovo anno scolastico e finisce la tua storia d'amore. urli al cielo che lo rivuoi ma ogni lettera causa dolori atroci. il cortisone è aumentato. ti supplicano i camici bianchi di cominciare le terapie. tu rifiuti. hai altro per la testa. hai qualcuno di caro che sta come te. ma da Più tempo. e non ha la tua forza. o la tua stupidità. un altro passo nel tempo. tu di fronte a quella lastra bianca con una foto di una ragazza che conosci bene. tu che la guardi e capisci. lei non poteva scegliere, tu si. perchè ti ostini a non farti curare allora? prendi in mano il telefono e chiami l'oncoqualcosa. fissi un appuntamento. il giorno dopo indossi una cuffietta di uno strano materiale e ti immergi in quelle "onde". i miglioramenti non li vedi ma loro si. la tua voce non sarà più la stessa ma tu ora ci sei. le tue guance si sgonfiano e la tua gola pure. non hai più dolore. solo abbassamenti di voce e nostalgia per la tua voce squillante di prima. poche sedute. poche radio. poche onde. e i medici sono stupiti. non hai più nulla. è tutto sparito. in così poco tempo. forse qualcuno ha vegliato su di te. forse proprio lei. ma nel frattempo hai perso ore di scuola, hai dormito sopra ai banchi, ti sei indebolita e la tua maschera da ragazza forte è caduta per troppo tempo. tu non ne parlavi con nessuno e questo ti ha solo procurato problemi. ma tu sembravi non voler capire. sei fatta così.
ora, a distanza di tempo ti meravigli di te stessa, di come hai affrontato la tua situazione. di come sei riuscita a scappare da quella piovra che ti aveva avvolto le corde vocali. ora non c'è più , anche se ha lasciato il segno: voce più bassa ma testa più alta. anche quella volta ce l'hai fatta. brava alfie. addio oncologo.

domenica 19 ottobre 2008

viaggio numero 31: TORNATA

RIeccomi, dopo alcuni giorni di assenza. Giorni pieni di cose da fare e di altre non fatte.
Ieri per me è iniziato un nuovo anno, il dodicesimo. Il mio dodicesimo anno da scout, da sorella.
il mio dodicesimo anno di vita.
Senz di essi sarei sotto una lastra bianca di marmo adesso.
Come potre voltare loro le spalle?
Loro che mi hanno sempre dao un rifugio dalla realtà terribie che m circondava.
Loro che mi davano un uniforme per essere uguale agli altri quando invee non lo sono mai stata, e non per mia volontà.
Loro che mi hanno educato a non essere buona ma a fare del bene.
Loro che mettono tutt'ora in discussione il mio essere.
Loro che mi hanno fatto ridere, piangere, sospirare.
Loro che.. Loro che sono i Miei Scout, La mia Famiglia, La mia Vita, I miei Salvatori..
Loro che mi hanno dao delle Leggi, e Una Promessa.
Loro che mi hanno fatto conoscere ciò che ora ho di più caro.
Loro che però adeso me l'hanno tolto.
Ma io non demordo.
Promessa una volta Promessa a Vita.

Buona strada a chi è entrato, a chi continua e a chi se ne va.
Perchè ricordi sempre certi fuochi di Bivacco fatti assieme, i canti stonati l'allegria di una fatica.

martedì 14 ottobre 2008

viaggio numero 30: 4EVER?

Rieccoti.. in autobus.. sguardo assente perso in quella marea di auto che sfrecciano al contrario.. un suono ti risveglia dal tuo torpore.. una chiamata. è lui. rispondi velocemente, così velocemente che lui si stupisce..
e pure te..minuti a parlare senza dirsi nulla di eccezzionale. nulla che non avrebbe potuto aspettare.. ma ti vedo così felice.. corrughi la fronte, ti accigli per poi metterti a ridere.. ridere da sola, ridere di te e della vostra situazione..che bello rivederti bambina mia..poco dopo riattaccate.. tu riguardi il cellulare muto.. come se cercassi ancora la sua voce..menù.chiamate ricevute.e lo vedi li, scritto nero su blu, il suo nome.. quel nome che 230 giorni fa non ti diceva nulla, ti lasciava indifferente.. ma ora no, non è così..è la tua fermata, scivoli via da quella poltrona sempre un po' scomoda e suoni il campanello.. ancora pochi metri ed il bestione blu si ferma. scendi e percorri quella strada che avrai fatto miliardi di volte..passi davanti alle suole elementari e vedi i bimbi scendere dall'autobus con i loro zainetti perfetti, colorati, omologati..
ancora pochi passi e risuona il telefonino..è lui.di nuovo.
"pronto?"
"ehi, ci sei?"
"si.. non dirmi che ti manco di già!!"
"eh si.. mi sono dimenticato di dirti che mi sono tagliato il pizzetto.."
e poi via così, ancora parole non urgenti , non importanti.. ma che se non ci fossero state ti sarebbero mancate.. alzi lo sguardo e ti accorgi che tuo zio è li.. e si è ascoltato per bene la conversazione.. ho visto le tue guance arrossire..ancora qualche parola..
"ma mi hai richiamata solo per dirmi del pizzetto?"
"eh si.. lo volevo dire al mio amore."
ecco la tua mente correre veloce, velocissima.. ripensi all'ultima frase.. e proprio in quel secondo li capisci quanto lo ami, quanto ti sei innamorata di lui..e poi un atro ciao.. il secondo della giornata.. ma forse non sarà l'ultimo..rientri in casa e ti accasci su quella sedia che negli ultimi mesi ha accolto tutti i tuoi pensieri e le tue riflessioni...
...quando perdi tempo al telefono...quando i minuti scorrono senza che te ne accorgi, quando le parole non hanno senso, quando pensi che se qualcuno ti ascoltasse penserebbe che sei pazzo, quando nessuno dei 2 ha voglia di attaccare, quando dopo che lui ha attaccato controlli bene che l'abbia fatto veramente allora sei fregato...o meglio sei innamorato...che poi è un po' la stessa cosa...

venerdì 10 ottobre 2008

viaggio numero 29: je voudrais

Je voudrais Je voudrais
Réaliser tous tes rêves.
Je voudrais Je voudrais
Effacer ce que tu ne veux pas
Mais tu le sais
Que je vis à travers tes yeux.
Je voudrais Je voudrais
Que tu sois heureuse à chaque instant.
Je voudrais Je voudrais
Rester avec toi de cette manière pour toujours
Mais tu le sais
Que je vis à travers tes yeux.
Je voudrais pouvoir t'aimer
Tant que tu seras là
Je suis né pour t'offrir
ce que tu n'as pas encore
Ainsi, si tu veux m'emmenerà l'intérieur de ton coeur
avec toi
Moi je t'en prie et tu sais pourquoi
Je voudrais Je voudrais
Réaliser tous tes rêves.
Je voudrais Je voudrais
Effacer ce que tu ne veux pas
Mais tu le sais
que je vis à travers tes yeux

giovedì 9 ottobre 2008

viaggo numero 28: RIVINCITA

Seconda ora di lezione.
Legilazione.
La prof: "Alfie dimmi un numero che lo interroghiamo.."
Alfie non ci pensa nemmeno : "3!!"
Prof: "Bene, Lucia sei interrogata".
Ho preso la mia piccola rivincita...
P.S= ha preso 4!

mercoledì 8 ottobre 2008

viaggio numero 27: SAPERE AUDE

tu, piccola carognetta che te ne vai ogni ora di lezione al bagno, magari facendo aspettare chi ha veramene bisogno.. tu, piccola stronzetta che l'hanno scorso mi hai rovesciao addosso tutta la cioccolata calda, sporcandomi il maglione nuovo di winnie pooh che è venuto via solo dopo 2 mesi di lavaggi ininterrotti.. tu, piccola merdaccia che stai decine di minuti fuori dal bagno a chiaccherare...
proprio tu, oggi hai veramente rotto le balle!!!! spiona del cazzo, dovevi proprio dire alla prof di matematica che ero già andata in bagno l'ora prima? ( a parte il fatto che ho l'influenza intestinale, e comunque non sono di certo come te , brutta ochetta.. io passo anche una settimana intera senza chiedere ai prof di andare in bagno. e poi, come cacchio fai a scusarti dicendo : Eh, mi scappava e tu eri li da 3 minuti! .. se poi da quando sono rientrata è passata mezz'ora di orologio prima che tu ti recassi al bagno????!!!!!. ti eri dimenticata che ti scappava o semplicemente la tua amica sfigata di turno non poteva uscire dalla classe per incontrarvi in cesso?
proprio tu,vacca che passi fuori dall'aula anche una mezzora a chiaccherare cn chiunque incontri dovevi dire alla prof che andrea si era fermato a parlare con i bidelli 2 minuti (che tra l'altro è saltato fuori che sono stati proprio loro a fermarlo per dargli la cartolina per la classe) cosicchè la prof si è incazzata prima con me e poi con lui??
vipera che non sei altro sono solo contenta che claudia si faccia il tuo amato ludovico, dato che ci sbavi dietro e neghi addirittura!!!cavara!!!
( oggi sono cattiva lo so, non ho vglia di farmi prendere per il culo, tanto meno da quella specie di sterco che cammina)

lunedì 6 ottobre 2008

viaggio numero 26 : TRADIZIONI

Ieri sera ero nella piazza del mio Paese e mi sono ritrovata a fissare Elia. Elia altri non è che un signore abbastanza anziano che allieta i nostri autunni con le sue caldarroste calde ogni sera. Sono anni, per non dire secoli che è li. Non ricordo nemmeno un autunno senza la presenza del suo focolare, con un camino lungo lungo che va verso il cielo e sprigiona il fumo che si mescola velocemente con l'aria. è una specie di tradizione per noi. Una tradizione che spesso passa inosservata ma che, se stasera lui non fosse li, a "spadellare" quelle buonissime castagne, ce ne accorgeremo. è una di quelle tipiche cose di cui te ne accorgi solo se un giorno non ci fosse più. Sono tante le tradizioni nel mio paese: Il Carnevale con i carri mascherati, la Banda Aurelia ed il corpo di Majorette; La Befana, con la piroe paroea, ovvero un falò di circa una decina di metri in verticale che sega la fine delle vacanze invernali; La cioccolata calda organizzata dalla Pro-Loco alla fine della messa di Mezzanotte di Natale; la Sagra San Rocco che ogni anno si svolge nella seconda settimana di agosto; Il GR.EST, i gruppi estivi ai quali affluiscono centinaia di Bambini ogni estate per tre settimane. Momenti di divertimento e ritrovo tra noi concittadini, che spesso a causa della routine frenetica che osserviamo quotidianamente, ci dimentichiamo l'un dell'alto. Quest'anno abbiamo avuto anche un altro momento di gioia e di ritrovo: la festa di apertura dei gruppi parrocchiali organizzata dal NOI (l'oratorio). è avvenuta ieri mattina e c'erano diversi gruppi che giocavano, cantavano e pregavano assieme (scout, acr, acg, noi, pueri cantores, catechismo, coro giovanile.....). Un momento di ritrovo, dove conosci altre persone e riallacci alcuni legami.Speriamo che anche qesta iniziativa diventi parte della tradizione del nostro paese (vedere l'acr e gli scout che giocano assieme non ha prezzo!!!!!). E speriamo o se ne cancellino altre già consolidate. Ma ieri sera mi è venuto una specie di stretta al cuore : e quando Elia non ci sarà più? (spero tra molti anni ma nessuno è eterno!) Chi segnerà l'inzio dell'autunno? Chi farà da punto di ritrovo per i giovani e i meno giovani, a riscaldarsi nelle fredde sere attorno al suo fuoco? Non lo so.
Ma credo che nemmeno l'autunno si azzarderebbe ad arrivare se quel fuoco, con il suo crepitio ed il suo profumo, non fosse acceso.

venerdì 3 ottobre 2008

viaggio numero 25: HOPITAL

Mi ricordo di un pomeriggio, passato a guardarti piangendo. Tu che fissavi un vetro,e, al di là, ciò che più amavi. Nessun camice verde se ne capacitava. "Non troviamo una spiegazione". E tu, in cuor tuo, la sapevi. Camici verdi ignoranti, pensavi. Tu che ti odiavi. Ad un tratto ti giri e mi abbracci come non mai. Non lo scorderò mai quell'abbraccio di disperazione. Tu, grande e grossa abbracciata a una bambina come me. Chissà cosa pensava la gente passando, vedendoti aggrappata. In quei momenti sentivo le tue labbra dischiudersi formando dolci preghiere. Avevi bisogno di lui in quel preciso momento. Di lui che solo con lo sguardo ti sapeva fare felice. "Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro"..niente di più vero tra te e Lui. Eppure sentivi il bisogno del suo sguardo per sentirti meglio. Ed era proprio a causa della mancanza del suo sguardo che stavi così male. Pregare. Pregare per riavere la sua voce. Il suo sorriso. Il suo "muso lungo". Invocarla perché te lo ridia, perché non se lo tenga con sé. Lo vuoi per te. Proprio come ora. E poi, vederlo. Il premio per quella bambina disperata che ha pregato, e riceve il suo compenso: Lui che apre gli occhi piano piano e muove le dita. Si gira e ti vede. Il suo sorriso che ti riscalda come il calore del sole. Quel sole giallo. Tu che ti asciughi gli occhi con la manica e mi lasci lentamente da quell'abbraccio che ci avvinghiava. alzi la mano e lo saluti. Intrappolato li, in uno sterile letto di ospedale, con tubi ovunque. E una mschera al naso. Muovi le labbra in una maniera innaturale. Scandendo bene le lettere affinché lui capisca, pur non sentendoti attraverso quel vetro che vi separa. Sembra un bambino indifeso, in questo momento. Lui chiude gli occhi annuisce con la testa. Glielo avevi mai detto dal vivo? Non mi ricordo. So solo che non ho mai sentito nulla di più vero. E poi ti riprometti a te stessa di dirglielo più spesso,ma alla fine l'orgoglio e l'imbarazzo non ti daranno più scampo. Quella fu la prima e ultima volta che glielo dicesti. E adesso, che avresti ancora più bisogno di lui vorresti averlo qui per urlarglielo. Ma un muro invisibile vi separa. Allora glielo lasci scritto qui: TI VOGLIO BENE.

mercoledì 1 ottobre 2008

viaggio numero 24: ODORE DI BRUCIATO

Sento odore di bruciato. Mi guardo attorno ma non vedo nè fumo nè fuoco. Ci sei solo tu. Tu e quel tuo pc. Nient'altro. Tutto il resto è bianco. E capisco che sei tu che vai a fuoco. Che stai lentamente bruciando. Niente sembra non quadrare. Ma questo ormai è così da tempo. Ma ultimmente si è accentuato. Il 15 settembre scorso mi sembra. Stanno pian piano bruciando i tuoi sogni, i tuoi ideali.. Stanno scorrendo via senza che tu te ne accorga. Te ne endi conto solo quando, per sbaglio, ascolti una canzone vecchia di secoli per te. Una canzone che conservavi in qualche angolo segreto della tua memoria che non hai voluto far riaffiorare per troppo tempo. E allora si è presa la rivincita da sola ed è sbucata a galla spaccando in due la tua anima. Un horcrux insomma. Un altro. E allora contiamoli. Quanti ne hai creati in tutto qesto tempo?
PRIMO HORCRUX: giugno1989-luglio1997 hai racchiuso quella parte della tua anima in una bambola.
SECONDO HORCRUX: ottobre1997-luglio2005 questo sta dentro a un fazzolttoe blu a righe rosse.
TERZO HORCRUX:luglio2005-novembre 2006 racchiuso in un odore. quello di una spezia forte.
QUARTO HORCRUX: 30gennaio2006 nascosto in una rosa rosa. appassita.
QUINTO HORCRUX: novembre2006-settembre2007 dimenticato in una bolla di sapone
SESTO HORCRUX: 01giugno2007 scalfitto nell'orgoglio
SETTIMO HORCRUX: 28giugno2008 nascosto gelosamente tra un pò di fango
OTTAVO HORCRUX: 30settembre2008 esploso da solo all'ascolto di questa canzone:




Ogni horcrux sofferto o amato o odiato o tutt'ora innominabile. Sette pezzetti di anima che se ne sono andati via. Ora non connetto. Ho bisogno di un pensatoio.



ndr: Un Horcrux è un oggetto o essere vivente contenente un pezzo di anima separato dal corpo originario; se la persona che ha creato l'Horcrux subisce una ferita mortale, non muore: infatti il frammento d'anima imprigionato nell'Horcrux le impedisce di abbandonare il mondo.



(coloro che odiano Harry Potter, i Modena City Remblers o le loro canzoni sono pregati di non fare commenti tanto sgradevoli. Ho un avada kedavra nascosto nella manica)

martedì 30 settembre 2008

viaggio numero 23: WAKE ME UP WHEN SEPTEMBER END

avete presente quel sorriso idiota di certe mattine, di quando ti alzi e te lo ritrovi li, stampato in faccia?ecco...questo è l'unico ricordo sicuro che ho io di quella mattina dove iniziò tutto, dove cambiò la mia vita...si, ne ho altri mille di ricordi per ogni singolo secondo ma quello non è ancora stato sporcato dai se o dai ma...insomma, quella mattina mi alzai dal letto così, avrò dormito due ore, non di più...ma mi sentivo riposata...o meglio...felice...una di quelle felicità che ti capitano di rado nella vita...e allora non lo sapevo...ma adesso si... indossai i miei vestiti preferiti...la camicia era ed è tutt'ora logora ma di cambiarla non se ne parla...fa parte di me e con me ha passato i momenti più belli della mia vita...quel sorriso idiota mi rimase per le due settimane seguenti, assieme a quella camicia stinta....li mi innamorai,perdutamente e follemente di.... no, non vi dirò il nome .....non posso dirvelo..e non posso dire nemmeno il colore degli occhi o l'altezza... di lui posso dirvi tutta la sua storia ma sarebbe nauseante.... allora vi racconterò di come ero io quando c'era lui: felice, allegra, soddisfatta, fiera, gioiosa, contenta, entusiasta, emozionata... e ne avrei ancora mille altri di aggettivi...e potrei stare a parlare di lui ore ed ore ed avrei ancora cose da dire senza riuscire a trovare il verso giusto per spiegarvelo a fondo...solo le persone che come me l'hanno conosciuto,visto,amato possono comprendermi...le altre abbiano la compiacenza di perdonarmi e di provare ad immaginarlo..
sono ormai undici anni che lo conosco....
e da quella mattina con quel sorriso idiota sono passate già tre estati ...ma vi assicuro che l'emozione che provo ancora per lui è la medesima di quel 30 luglio...e non sono mai riuscita ad essere più contenta di come lo ero quel giorno...senza più poterlo riavere forse.....e a volte mi domando il perché di tutto questo...ma di certe domande non ne troverai mai la risposta...nemmeno il tempo sarà utile...mi spiace per coloro che non possono comprendere queste mie parole...forse è passato troppo tempo da quell'emozione perché io ne conservi la memoria esatta di ogni attimo di secondo...
perdonatemi ma l'essenziale è invisibile agli occhi...



PERCHé MI AVETE SVEGLIATA DA QUEL SETTEMBRE CHE FINIVA?

domenica 28 settembre 2008

viaggio numero 22: TUTTO SU DI ME..ME!

SCUOLA
Il voto più alto che hai preso: 10 (princpalmente nelle lingue straniere)
Il voto più basso che hai preso: -3 in matematica
Ti hanno mai sbattuto fuori dalla classe: un sacco di volte
Sei mai stata/o in presidenza?: idem per la porta
Sei mai stata/o sospesa/o?: si! ;(
Hai mai preso note? si (con questo meme vien fuori quanto casinista sono)
Hai mai fugato(bigiato, marinato..): si, in prima e in quarta.
Materia preferita?: francese,inglese,italiano,alimenazione
Prof Simpatico? Vettore!!
A che ora ti alzi? ultimamente alle 5:50
Favorevole all'aborto? no, no e poi no.
Hai un animale? un gattino rosso (si chiama Faeosparire)
Sei figlio unico? no, ho un frtello
Hai un calendario? tre in camera: uno degli scout la casa di riposo dove facevo serviio e un alro con la mia foto.
Com'è il tuo pigiama? estivo, anche d'inverno
Porti cappelli? quello scout.
Hai un balcone in camera? magari...
Le scarpe che hai messo Oggi? ballerine della big bubble
Vai d'accordo con i tuoi genitori? no comment,
Hai mai desiderato avere un altro nome? si, Alfonso!
Il tuo primo pensiero quando ti svegli? uff...
Adidas o Nike? vestiti nike, scarpe adidas
Cioccolato o vaniglia? cioccolato
colori? verde
Estate o inverno? estate
Tinto i capelli? si,in prima superiore, rossi. ora sono naturalmente maturali.
Preso l'aereo? si
Detto ad un/a ragazzo/a che ti piaceva? si..e ancora me ne pento.
Chiamato il tuo ex dicendogli/le che ti manca: purtroppo
Pianto durante un film? quasi sempre
Mai pensato che il personaggio di un cartone fosse bello? no
Preso una cotta per un insegnante? no
Quanti figli vorresti? una squadra di calcio
Come vuoi morire? devo proprio?
Cosa vuoi fare da grande? il capo scout
Odi qualcuno? si.
NELLE ULTIME 24 ORE HAI
Pianto? si
Messo dei jeans? no
Incontrato qualcuno?
Abbracciato qualcuno?
Detto una bugia? no
CREDI
In te stesso: non sempre
Nei tuoi amici? non sempre
in Babbo Natale? si!
Nella fatina dei denti? dalle mie parti c'è la formichina. si comunque
Negli angeli?
Nei fantasmi???? no
In Dio:
FOSSI. . .
un numero: 3
un animale: ara
una canzone: spettinata
uno sport: niente
un personaggio famoso: boh
un cartone animato: un puffo
un oggetto: un coltellino
un giorno della settimana: Lunedì
un mese: agosto
un gelato: due palline di menta
una macchina: punto
un libro: l'ombra del vento
un fiore: una margherita
un piatto di pasta: spaghetti al ragù

Ricevuto da http://unaciliegiatiralaltra.blogspot.com/ inoltro a Fede,Desaparecida,Freespiritman

sabato 27 settembre 2008

viaggio numero 21: IL Y A L'ORAGE

Succede sempre così. Arriva il temporale. Uno di quelli che sembra non finire mai. Uno di quelli che ti fa perfino passare la voglia di uscire di casa, di andare a scuola o a lavoro, perché tanto lo sai che quando arriverai alla mèta sarai inzuppato da testa a piedi. Perché naturalmente le scarpe che hai acquistato nuove di zecca e che ci hai pure lasciato una fortuna perché come recita la pubblicità "l'acqua non entra ed il piede traspira" sono l'ennesima buffonata.

E allora no, preferisci evitare tutto questo e restartene chiuso in casa, nel tuo guscio, aspettando che il mal tempo passi o almeno si calmi un po'.E allora esci, impaurito che possa tornare come prima e allora ti corazzi per bene: piumino, ombrello calzettoni di lana, scarpe pesanti, le più pesanti che hai e via! Esci.I primi passi sono cauti, quasi spaventati. Eviti ogni buca con accuratezza. Cerchi di non sporcarti, bagnarti, infangarti e ogni strada che percorri è scelta con la massima decisione.Poi però, quando il sole inizia a fare capolino tra le nuvole abbandoni ogni paura e cammini sicuro anche tra le vie più sconosciute, che a volte sono pure le più belle perché ti mettono quell'adrenalina in più e perché non sai mai cosa potrai trovare dopo ogni curva.Magari ti lasci perfino alle spalle il piumino e abbandoni in qualche porta ombrelli il tuo parapioggia … e magari fai perfino una corsa veloce a casa per cambiarti le scarpe, così puoi sfoggiare le tue infradito all'ultima moda. Senza calzettoni di lana ovviamente. E se il sole è bello forte ti togli addirittura la maglia a maniche lunghe perché tanto sotto hai la t-shirt a maniche corte, perché, come ti ha insegnato la mamma da piccolo "bisogna sempre vestirsi a cipolla per precauzione".E riesci, con un sorriso stampato in faccia per la gioia del bel tempo e.. no!! Non ci puoi credere!!Proprio sopra alla tua casa passa l'arcobaleno, uno di quelli che riesci a vedere solo nelle foto.. e allora si, pensi che è proprio il tuo giorno fortunato. E parti allo sbaraglio senza più timori. Vuoi goderti quel sole in ogni istante. Come facevi a essere felice quando c'era la pioggia? Proprio non riesci a capirlo.Ti sembra così lontano quel temporale, e man mano che passano le ore ed i giorni ti sembra solo un ricordo lontano che sta svanendo come svanisce una lettera d'amore scritta a matita.Ma poi, quando meno te l'aspetti ecco che il sole si oscura. Alzi gli occhi al cielo e vedi una nuvola più scura delle altre sopra a quella enorme palla gialla con i raggi. Ma, no! Non può essere! Non può mica rimettersi a piovere proprio adesso. No. Non riesci a fartelo entrare in testa. Sembra proprio una cosa impossibile! Dai! C'era perfino l'arcobaleno l'ultima volta!E te ne resti tranquillo all'aperto con le tue infradito che scappano ogni tanto dai piedi..Ma poi. Tac! Porti un dito alla guancia che subito si bagna. Fissi il cielo. Sembra sereno..almeno dalle nuvole. Fissi per terra e l'asfalto sotto ai tuoi piedi inizia a diventare a pois di un grigio più scuro. Tac! Tac! Tac!Si è messo a piovere. E tu sei distante da casa. Non riesci a tornare indietro. E l'unica tettoia a tua disposizione è controvento e piena di buchi enormi dai quali potrebbe passare l'intera gamba di un lottatore di sumo.In pochi secondi il cielo diventa grigio. L'asfalto non è più a pois ma tutto grigio-scuro. I tuoi capelli perfetti iniziano a diventare crespi.Piove. Anzi, diluvia. Temporale. Si. Cinque minuti fa nemmeno c'era il sole e ora diluvia. Sembra sia ricominciato il temporale al quale eri sfuggito tra le mura della tua casa. Proprio quello di cui ti eri dimenticato in questi giorni di sole. Ma rispunta come un ricordo doloroso nella tua mente. Quella volta lì eri preparato, o almeno hai auto la fortuna di riuscire a ripararti subito al sicuro nella tua casetta. Ma stavolta no. Non ti eri preparato. Ti sembrava così impossibile.E così eccoti lì. Sotto ad un temporale, inzuppato fino alle mutande senza via di scampo.Ne avevi avuto perfino il sentore ma eri stato così sciocco da non crederci.Chissà.. magari la prossima volta sarai più cauto.

O forse no.
Questi sono i pensieri che ho avuto durante la conversazione giornaliera con mafia su msn. No, non avevo fumato nulla di male. Mi ero solo messa a paragonare il sole all'amore, la tempesta al lasciarsi e casa ad una protezione che ci si è creati nel tempo e i piedi.. beh.. i piedi all'anima.

giovedì 25 settembre 2008

viaggio numero 20: DIALOGO ASSURDO

"Alfie, ma tu che vorresti fare della tua vita?"
"Come cosa vuole fare? Ma se è dalle elementari che il suo più grade desiderio era di laurearsi al DAMS"
"Ti sbagli! Lei alle elementari aveva due sogni. Uno era di prendere l'Omnia, l'altro di vincere un Sang Giorgio"
"Ma che centra, quelli erano sogni Scout. Mica si vive di Scout!"
"Spiegaglielo te, allora. Ha mandato all'aria il mondo intero per gli Scout"
"Si, vabbeh. E comunque ce l'ha fatta. Ha conquistato l'omnia, quindi.."
"Quindi la sua vita non è cambiata. Anzi, si è ritrovata ad affrontare battutacce e sguardi torvi."
"Tutta invidia quella. E comunque l'Omnia le è servita per credere in sè stessa."
"E come la mettiamo con il San Giorgio che non ha mai vinto?"
"Ma tu dov'eri al suo ultimo raduno esploratori guide di zona? Non ti eri accorto che, pur non avendo vinto, si sentiva la vincitrice morale per avere una Squadriglia così?"
"Scappatoia forse.. Ma non centra con il punto di partenza. Cosa vuole fare lei dalla vita?"
"Lei vuole divertirsi divertendo."
"Non ho mai sentito questo lavoro. Dimmi un pò, si guadagna bene?"
"Ma non ti sei accorto che a lei del denaro non gliene frega nulla? Le bastano quei pocchi spiccioli per darsi una vita decorosa"
"Si, quei pochi spiccioli dove li troverà?"
"Lo sai, frequenterà il DAMS e poi la fortuna farà la sua parte."
"Non mi sembra che abbia mai aiutato Alfie, la fortuna. Anzi. Ci giocava di brutto."
"Mmmm.. vero. Ma Alfie ha conquistato l'Omnia."
"Non dirmi che credi veramente che sappia fare tutto!"
"No, sono fermamente convinto che lei non sappia fare tutto, due o tre cosette qua e là. Niente di più. A lei è stata data per la sua volontà e perchè credeva in quello che faceva."
"E se non venisse ammessa al DAMS? E se risultasse un fiasco colossale? Lo sai che sarebbe la sconfitta più grande per Lei. Dovresti intervenire e consigliarle qualcosa di più terra-terra. Qualcosa che dia un lavoro sicuro e pochi ostacoli"
"Come se fosse possibile al giorno d'oggi! Gli ostacoli ci sono dappertutto. Per Alfie poi sono sempre stati di più di quelli di tute le altre sue coetanee. Eppure eccola qui, Felice."
"Felice? Fa una scuola che odia, Non sopporta metà dei capi Scout, si innamora sempre dell'uomo sbagliato..Ti sembra felice???"
"Si. Lo è. Lo è perchè siimpegna nella sua battaglia. Come credi che si sentirà il 19 dicembre prossimo? Felice, nonostante tutto. E per quanto riguarda il DAMS.. mmm, vedremo."
"Io te lo dico caro Angelo, cotinuando ad illuderla nei suoi sogni la farai stare male, odieà la sua coscienza positiva e verrà da me."
"Zito diavolo del malaugurio. Se Alfie non tentasse con quella strada, la stradache sogna fin dall'asilo.. beh, ecco. Questa sarebbe la sua sconfitta più grande."
"Mah, staremo a vedere."
"Ehi, voi due. Mi dite un pò perchè ve ne state li a parlare di fattacci miei? Siate un pò più utili. In questa equazione he cvolo ci devo mettere? L' x è positivo o negativo?"
"Negativo"
"Positivo"
"Perchè una via di mezzo non c'è mai?"

viaggio numero 19 : ANCORA PREMI

Ringrazio di Cuore Freespiritmanhttp://freespiritman.blogspot.com/ per il premio.. Sono davvero contenta.. Il mio secondo premio nel giro di pochi giorni.. quasi quasi mi snto importante.
Inoltro l' A.C.E a...
MIRTILLA http://angolocottura.blogspot.com/ perchè il suo blog è vitaminico!( e anche calorico.. ma buonissimo!!)
PANSY http://violapansy.blogspot.com/ perchè il suo ultimo post ha proprio bisogno di vitamina (e perchè il suo blog mi piace!, ovvio!)
PELLESCURA http://antologiadiunpaesedegradato.blogspot.com/ perchè nonostante il paese sia degradato si può ridere lo stesso. e lui ce lo fa fare !
GLITTERVICTIM http://ilbucodellaserratura.blogspot.com/ perchè gli ritorni il suo period Glitter.
Per il resto ringrazio tutti di cuore, e, chissà che a suon di premi riesca a ringraziare tutti personalmente!!
abbraccio e bacio.

lunedì 22 settembre 2008

viaggio numero 18: PUZZLE

Immaginatevi un puzzle.Un puzzle meraviglioso, bello, che contiene tutto: Amore, Gioia, Amicizia, Pace, Grinta, Rinascita, Tranquillità. immaginatev che questo puzzle sia composto da soli 3 tasselli. Solo tre pezzettini che uniti assieme forano tutte quelle stupende cose che prima vi ho elencato.
Niente di difficile insomma.Solo tre tasselli da unire per far si che scoppi il sorriso.Eppure. Eppure sono tre taselli impossibili da unire assieme.Mille prove e tentativi.O stanno tutti e tre divisi o due alla volta.Eppure un tempo erano tutti e tre li, perfetti e magici allo stesso tempo.
Poi c'è l'incomprensione che stacca i pezzetti, un ricordo che ne attacca altri.Finchè ti vedi illuminata da un faro e ti accorgi di essere li, da sola.Gli altri due pezzetti uniti comenon mai e tu invece li, scollata da tutto.Fuori protezione.Ma almeno loro sono uniti.Il loro sorriso ripaga di tutto.

domenica 21 settembre 2008

viaggio numero 17: PREMIO


Eccomi anche io tra i premiati di MARIARITA http://assaggi-di-me.blogspot.com/ .. Sono onorata di riceverlo e di inoltrarlo a 3 blog da poco scoperti:
mi scuso con chi non h premiato ma non credo sia giusto inoltrareun premio atutto il bloggroll. Così nomino gli ultimi scoperti sperando di continuare a bloggarci sempre di più....
GRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIE

venerdì 19 settembre 2008

viaggio numero 16: EMO.

Da quest'anno c'è una raggazza nel pullman,che prendo per il ritorno, abbastanza fuori dal comune: felpe sempre nere, jeans strappati, cinture fuori dai passanti, trucco nero pesante e fascette sui polsi e sui bracci. In 5 secondi capisci che è un EMO. EMO sono quei ragazzi più o meno adolescenti che si graffiano, si tagliano da soli per "esorcizzare un dolore o una paura o per sentirsi fuori dal comune". Bene, attorno questa ragazza girano sempre un mucchietto di suoi coetanei e tutti assieme ridono,scherzano e si fanno complimenti.
Oggi per esempio un ragazzino commentava cme bellissima una nuova fascia che questa aveva attorno al braccio. Le ha perfino cheisto dove l'ha comprata e quanto costa!!!
dopo 5 minuti scendiamo tutti dall'autobus e il gruppetto si divide, alcuni con la ragazza vanno a destra, altri, con il ragazzo entusiasta della fascetta, a sinista. Io sono dietro questi ultimi. E... cosa odono le mie orecchie???
il ragazzo: "A me solo a vederla mi fa diventare EMO. Ma dove cavolo vuole andare vestita così con quelle fascette del cxxo?"
Ma allora perchè fai tanto il lecchino, sfigato?!!?

giovedì 18 settembre 2008

viaggio numero 15: DIMENTICATO.

é già passato un anno. Un anno da quando quella scatola non è più stata aperta. Un anno da quando quell'auto non mi ha più rapita. Un anno da quando non ho più percorso quella via. Un anno. E mi sembra una vita se ripenso al come mi sono riscoperta. E mi sembra sia ieri se ripenso al dolore che provavo. Ora non più. Ora c'è solo indifferenza e rabbia per non aver dato ascolto prima al mio cuore, o meglio..alla mia Gola. Stavo buttando la vita per lui. Poi ho saputo riprendermela, salendo su un altra nave dove c'era inciso ovunque il mio nome. IO, IO, IO. Tutto il resto non contava. IO dovevo ritornare sul palco, IO dovevo indossare di nuovo l'uniforme, IO dovevo indossare quel camice, IO che dovevo ritornare tra i tavoli della Consulta, IO che dovevo salire sulla Barca Arcaluna,IO che dovevo andare a ritirare i miei premi,IO che dovevo inseguire i miei sogni, IO che dovevo partire per 2 mesi, IO che dovevo ritrovarmi ritrovando tutto ciò che prima mi dava VITA.
IO che dovevo riscoprire cosa significa AMORE.
E si direbbe proprio che non l'ho riscoperto. L'ho capito.
Ma sopratutto... SEI DIMENTICATO.

mercoledì 17 settembre 2008

Viaggio numero 14: LA GIORNATA IDEALE.

La mia giornata ideale... eccola:
Ore 6:30 sveglia (sulle note degli 883 o di Jovanotti.) ben riposata. Scendere in cucina e trovare la colazione pronta o almeno non trovare il latte finito in frigorifero.
Ore 7:00 arrivare alla fermata dell'autobus e non dover attendere ascoltando le inutili chiacchiere dei "bambocci". Trovare posto a sedere (forse è un'utopia) ed avere il piacere di constatare che i "bambocci" che di solito urlano sono affetti da un dolorosissimo mal di gola che i rende afoni. L'autobus cambia strada e fatalità fa una fermata proprio di fronte a scuola mia.
Ore 8:00 entrare a scuola e scoprire che la mia classe è stata spostata al piano terra e non più al terzo piano dovendo fare tutte le scale perché, ovviamente non abbiamo l'ascensore.
Ore 8:30 il bidello informa che è stato cambiato l'orario della giornata e le materie saranno: 2 ore di Francese, 2 ore di inglese e 2 ore di Alimentazione. (le uniche tre materie decenti.)
Ore 11:00 al suono della campanella uscire dalla classe e non trovare la fila per le bibite calde e nemmeno per le bibite fredde. Trovare il mio panino preferito senza dover spintonate per accapparrarselo. Uscire in cortile e fumare una sigaretta in pace da soli.
Ore 13:30 Uscire dall'aula e non essere investita dalla folla di 300 studenti affamati. Trovare fuori dal portone il mio Principe Azzurro che mi aspetta, mi da un bacio e una rosa rossa incartata (ne basta una ma di speciale, non 30 che si perdono nel mucchio). Allegata alla rosa rossa una frase o una poesia carina.. Andare a pranzo con il sopracitato percorrendo la strada mano nella mano.
Ore 14:30 Andare a sedersi sotto ad un albero e fare i compiti di scuola.
Ore 15:30 rientro a casa, scoprire che i piatti sono stati lavati, i letti rifatti, il pavimento spazzato, le finestre aperte, i fiori abbeverati.Fare la doccia e non trovare lo shampoo finito.O l'acqua fredda. O l'asciugamano fradicio.
Ore 16:30 accendere la TV e trovare i miei telefilm preferiti uno di seguito all'altro(Dottor House, Gray's Anatomy, Una mamma per amica)
Ore 18:00 accendere il PC e trovare e-mail carini e alcuni commenti del blog.
Ore 18:30 suonano il campanello, apro e scopro che ho vinto una cena gratuita in cattering. Chiamo il Principe Azzurro che si precipita alla cenetta romantica.
Ore 20:00 andare a Canto e scoprire che i cantori e i muscisti non sono cambiati di una virgola e passare la serata provando i canti e ridendo alle battute di Luca,Ale,Dario,ROby.
OPPURE andare agli scout e scoprire che con la nuova riforma si può prendere la partenza quando si vuole, si possono eliminare capi a propria scelta (Cucciolo lo salverei!) si possono fare campeggi i settimane...
OPPURE andare a Teatro e scoprire che il video proiettore funziona, che sono state installate nuove luci, che c'è un impianto audio decente e scoprire che nonostante tutto so il copione perfettamente a memoria.
OPPURE andare in consulta e avere mille idee fattibili per i giovani.
OPPURE passare una serata a guardare film e a fare l'amore (con il principe azzurro)
OPPURE andare a fare casino con la compagnia
Ore 23:30 addormentarsi dolcemente tra le braccia di Lui.

se questa non è una giornata perfetta, quale lo è?
E la vostra come sarebbe?

lunedì 15 settembre 2008

viaggio numero 13: FIUMI DI PAROLE

Non so il perché ma ultimamente ho una voglia di scrivere pazzesca. Ma appena vedo la schermata bianca mi blocco di colpo: ho paura. Ho paura di non essere apprezzata per quello che dico, per come lo dico.Ho paura di scrivere troppo in fretta.Ho paura di perdere i commentatori, quelli che mi davano una gioia pazzesca ogni volta che vedevo il contatore dei commenti aumentare di numero. Mi sentivo capita, amata, rispettata. Ecco cosa mancava al mio vecchio blog. L'essere letta. O meglio, essere apprezzata, perché poi si è scoperto che ero letta. Ma non capita. Allora non voglio ricadere negli stessi errori. Voglio essere capita ed ascoltata. Ho mille idee per la testa da condividere con Voi. E da ora ho deciso di farlo. Scriverò tutto quello che mi passa per la scatola cranica (rispettando certe orecchie naturalmente.. si,insomma.. go capio che sbajare xe umano ma perseverare xe da mona che diaboico).
Ok, si parteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee......
Buon viaggio.

domenica 14 settembre 2008

viaggio numero 12: IL MIO PRIMO BLOGGER.





Ieri sera, o meglio ieri notte, ho conosciuto dal "vivo" il mio primo blogger. Si tratta di Fede. Si è presentato alla festa di compleanno della mia migliore amica, sotto una pioggia battente (ma che ci importa?siamo scout noi!), proprio nel momento peggiore della serata: gli scherzi. é si perché, i miei amici goliardici, ne hanno fatte di tutti i colori alla povera Consuelo, ma non importa nemmeno questo: i 18 anni si compiono una volta sola. E comunque stavo parlando di Fede!!! Beh, date un po' un occhiata a questo: http://outofthewater.blogspot.com/2008/09/alfie.html . é ciò che mi sono ritrovata stamattina sul suo blog. E allora, cortesemente ti rispondo (per punti così riesco a tenere il filo del discorso. non sono ancora andata a dormire):
1) Non voglio i diritti d'autore, figurati!! è stato un onore per me quel post.
2)Grazie per non cancellarmi da msn (secondo me lo fai perchè non ne sei capace !!aaaahhh)
3)Non mi hai ingabbiato, io ero libera di andare a fare la stupidina con tutti gli altri, sono stata io a scegliere! (e comunque erano 3 ore che lo facevo, aevo bisogo di una pausa!)
4)Pensi che la Consu si ricorderà della festa e del fatto che per un ora non l'ho cagata e soo rimasta seduta al tavolo con te a parlare di Scout?!?!?Ma avevi visto come era presa??????
5)Secondo me invece dovresti proprio trovare sempre un motivo per cui sorridere,anche nelle cose grige(qualcosa di grigio ieri sera ti ha fatto ridere!). Lo dice perfino BtrattinoP!
6)I miei occhi sono verdi-grigi. Cambiano (non riesco a caprine il perchè ihih).
7)Scusa dei continui essaggi ma c'era la Consu che ribatteva e picchiava i pugni se non ti rispondevo.
8)Non riesci dal vivo a essere tenero? e ti credo, c'era Simone che non ti mollava un secondo!!!!! Se facevi il tenero non c'era muro che riusciva a salvarti!!!
9)Non sono nè alterata nè infastidita. Sempicemente ti odio.
10)Grazie mille per tutte le paroline dolci dolci che hai scritto( attento a non farmi venire il diabete:) )
A parte qualcuno che ci ha fatto rivedere i suoi pasti dell'infanzia,io che ho strisciato per terra per rincorrere il piccolo Mattia, la Consu che mi ha lavata, La pioggia che mi ha reso nervosa, Il fango che mi sono schizzata su tutti i pantaloni, Simone che non mi lasciava in pace (in francese si dice Pedè) é stata una bella serata. Grazie Fede di avermi fatto da cavaliere, Il mio Principe Azzurro ieri sera non poteva.
E buon compleanno Consu, ti adoro assai.


venerdì 12 settembre 2008

viaggio numero 11: MI MANCHI.

Me lo ricordo ancora. Come se fosse adesso. Ero seduta sul campanile della mia città. Della nostra città. E ti ho vista arrivare, spuntare da quell'angolo di muro sempre ricoperto di manifesti, locandine e quant'altro. Hai alzato lo sguardo fino all'orologio di quel campanile, dove ero io. Non so se mi hai visto oppure no.
Ti ho osservata bene: scarpe logore rosse. Le converse. Avranno avuto come minimo due anni di vita. Pantaloni larghi, di qualche misura in più della tua. Cintura multicolore, e una maglietta leggera a maniche corte. Strano. Era fine gennaio. Ma il sole che c'era riscaldava di già.
Ho visto la tua mano frugare veloce sulla tasca sotto del tuo zaino. East-pak grigio. O meglio, sembra che un tempo fosse stato grigio. Adesso è pieno di scritte. Ne leggo una velocemente mentre sei di spalle per attraversare la strada. "Vola solo chi osa farlo."
Chissà se tu hai osato.
La tua mano cerca quello che voleva. Un telefonino. Vedo che lo sblocchi e poi leggi. Il tuo sguardo sembra preoccupato.
Sono le tre in punto di un caldo martedì dell'ultimo giorno di gennaio. 2006.
Componi un numero e avvicini il telefono all'orecchio. Con l'altra mano ti sei accesa una sigaretta. Mi sembra quasi di sentire gli squilli.
Uno. Due. Tre.
Nel frattempo hai attraversato la strada ed io di soppiatto ti ho seguita. Sono vicina a te.
Ad un certo punto il rumore delle auto è spezzato dalla tua voce.
"Ciao. Ho letto il tuo messaggio. Che succede?"
E poi un "si" detto flebile.
E il tuo viso cambia. Muta. Vedo l'orrore ricoprire il tuo volto. E mille parole escono dalla tua bocca. La gente che passa ti prende per matta. Lì, in piazza al telefono a piangere. Con una sigaretta nuova accesa nella mano sinistra con la cenere li, immobile. Sembra quasi che non vuole cadere per non disturbare quella scena.
Quelle due parole. Dette di getto. Rotte dal pianto. Butti giù il telefono. Stai tremando.
Quel nome che conosci. Qualcuno che ha camminato con te per un pezzo della tua vita, lungo o breve che sia in fondo non conta. Conta che sia stato.
E allora ti vedo li, con le lacrime agli occhi, alzare lo sguardo al sole. E te ne accorgi che è strana la temperatura per essere gennaio. Ma soprattutto che quel sole sembra un sole di agosto. E allora veloce la tua mente realizza un pensiero. Il più tenero di tutti.

"in una reazione chimica, la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti ".
Ovvero: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Legge della conservazione di massa di Antoine Lavoisier. Credo sia una delle poche cose che hai imparato a scuola quell'anno.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Si è trasformata nel sole.

"quando non sei in grado di combattere, devi abbracciare il tuo nemico. Se ha le braccia intorno a te, non può puntarti contro il tuo fucile". Lo dice Ngawang Jigme in "sette anni in Tibet".

E credo valga anche per i ricordi.

mercoledì 10 settembre 2008

viaggio numero 10:LACRIME DI ORGOGLIO


Ho uno strano ricordo oggi. Non so il perché. é passato più di un anno ma è ancora qui, vivo dentro di me. Ripeto: non so il perché.

Era il Primo Giugno dell'anno scorso. Una data che non dimenticherò mai; il perché di questo lo so! Ho sfidato tutto e tutti,mi ero creata una mia battaglia personale, come al solito avevo fatto il passo più lungo della gamba, volevo attraversare un fosso troppo grande per me. Ma ce la feci, toccai l'altra sponda barcollando ma la toccai. Era il mio primo monologo teatrale,"La leggenda del pianista sull'oceano"; ciò che mi dette poi l'orgoglio e la voglia di continuare la mia passione di bambina: il Teatro.
"Quando recito chiudo le finestre con il mondo e nessuno può entrare".
C'era un uomo quella sera, un uomo che io non volevo ci fosse. Non mi sentivo pronta, ero ancora ai primissimi passi da sola! Mi sembrava uno spreco di tempo e di denaro, una sorta di voler fare le cose un po' troppo in grande. Ma la mamma l'aveva chiamato e non si può dire di no ad una madre.
Era li per filmare lo spettacolo, ricordo il nervoso che mi aveva arrecato: aveva una cinepresa enorme, non me ne intendo di queste cose ma sono come quelle che vedi in TV, un affare che occupava un metro quadro per terra e si sviluppava in altezza. Aveva problemi con le luci, e poi con il microfono: per me era un'esagerazione.
Io,li, non ce lo volevo. Ma non avevo voglia di discutere. Le luci si abbassarono, iniziò quella musica leggera di pianoforte che tutt'ora mi crea un dolce piacere ascoltandola. Scesi dalla mia solita scalinata ed entrai in scena. Credo di non aver quasi respirato per tutte le 67 pagine che recitai a memoria, alcuni errori non gravi ma tutto filò liscio. Perfetto. Mi ritrovai agli applausi finali senza saper come ci ero arrivata. Il pubblico conteneva facce più o meno note, amici, parenti, conoscenti e sconosciuti. Ma tutti applaudivano. E i miei amici si alzarono in piedi. Avevo passato quel fosso proprio in quel momento.
Poi è tutto un po' confuso nella mia testa, fino a quel momento: quando si avvicinò a me.
Fui sorpresa di vedere lacrime che gli scendevano dagli occhio. Il cameraman piangeva. Non mi spiegavo il perché.Insomma, non mi ricordavo di aver mai visto un uomo piangere prima d'ora! Ma quella frase che disse non la dimenticherò mai:
"Sono venuto per orgoglio di mamma e me ne vado con un capolavoro."
Si, avevo vinto la mia battaglia invisibile.

Grazie, Claudio.

viaggio numero 9: PRIMAVERA


non sto diventando così pazza da mettermi a fare un post sulla Primavera agli sgoccioli dell' Estate. Ho solo partecipato una decina di minuti fa ad una conversazione telefonica, e la mia testa ha cominciato a formulare pensieri a mazzi di mille.

Vorrei essere io la tua primavera, il tuo fiore da cogliere, il tuo frutto da assaporare. Vorrei tu mi guardassi con gli occhi pieni di stupore come quando da bimbo guardavi il lento nascere di un fiore. Vorrei essere nelle ali di quella farfalla silenziosa che si aggira nel tuo giardino. Vorrei essere la brezza che ti coglie al mattino: ma la brezza buona, non quella che ti fa venire la tonsillite. Vorrei essere al primo posto dei tuoi pensieri amorosi. E vorrei che tutte le giornate lontane da te fossero come quella di oggi: colme di messaggi sempre più dolci e di telefonate sempre più brevi (mannaggia alla paperella al mio telefonino rotto). Vorrei svegliarmi accanto a te e svegliarti con una carezza od un bacio dopo essermi spaventata perché non capivo bene dov'ero e con chi ero. Vorrei tu fossi il cerottino per le mie ferite ed il fazzolettino per le mie lacrime. Vorrei avere sempre più vorrei e meno voglio da dedicarti. Vorrei stringerti e in quell'abbraccio farti capire tutto di me. Vorrei vedere la tua vita prima di conoscerci sullo schermo di un cinema, magari con una coca cola con la cannuccia corta corta. Vorrei amarti allo sfinimento, con la totale consapevolezza che non sarai mai mio ma con la certezza che nessuno ti ha mai amato come ho fatto io.

martedì 9 settembre 2008

viaggio numero 8: AMLETICI DUBBI.



Ieri pomeriggio a lavorare, a entrare ed uscire dai negozi, a farsi fare preventivi ed altro.. un pomeriggio atteso e no.. un casino insomma.. Lo spettacolo prende vita pian piano, la paura aumenta ma anche la voglia di farlo.. mancano 101 giorni che sembrano tanti e pochi allo stesso tempo. Speriamo solo vada bene. E non fiocchino denunce magari. é solo che a volte mi sembra di non riuscire a trasmettere quell'entusiasmo, quella voglia di fare che mi riempie l'animo e l'orgoglio. E so già che molti non la prenderanno bene. L'unico obiettivo che ho è di lasciare il mondo un pò migliore di come l'ho trovato. E se non ci riesco non me ne crucerò. So di aver fatto del mio meglio. Ma i dubbi assalgono la mia testa. Ce la farò???

domenica 7 settembre 2008

viaggio numero 7: L'ESTATE STA FINENDO

"L'estate sta finendo.. e il caldo se ne va. sto diventando grande, lo sai che non mi va". Ogni volta che settembre si avvicina, od è già iniziato mi torna in mente questa canzone. Anche quest'estate è agli sgoccioli, la 19esima estate della mia vita. E allora tiro le somme: cosa è successo in questa 19esima estate???




E' iniziata a Starsburgo, con il mio compleanno. una delle giornate più brutte del 2008, ma non importa. la serata è stata molto differente. La Famiglia Bulone, la mia seconda famiglia, mi ha riservato una cena con torta a sorpresa meravigliosa.. proprio come loro.




L'estate è continuata in Italia con il grest: giochi, bans, laboratori e preghiere.. bel Gr.est. ma sentivo che mancava qualcosa.. ero da poco tornata e non riuscivo a sentirmi a casa del tutto.. vabbeh.
Da ricordare la gita con il canto, il coro "sulle ali del canto".. Mi ci sono divertita un casino e i cantanti e i strumentisti sono fuori di testa...




Si continua con infinite staff lupetti per il campo, poi partenza con il Clan Viaggiatori Liberi per Ancona, alla comunità di Capodarco.. li ho riscoperto il mio Clan, i miei rover e scolte.. ma sopratutto ho riscoperto la gioia di avere gambe che funzionano e una testa autonoma. Infatti alla Comunità Capodarco abbiamo fatto servizio presso disabili fisici e mentali.
subito tornata dalla Route di Servizio sono partita per Le Vacanze di Branco. Non ho parole per descriverle. Ho ancora bisogno di tempo per capire se mi sono servite o se mi hanno solo fatto del male. Di sicuro le ricorderò per sempre.

L'avventura continua con il servizio alla Sagra San Rocco di Loreggia. Una delle più belle sagre a cui abbia assistito... Maledettissima Torta Bresciana che ci ha rovinato il fegato, amen..



Sono diventata donatrice AVIS!!!
Poi, inevitabilmente, con la Sagra mi si concludono le Vacanze, si ritorna a lavorare.
Il copione "qui, sotto 'lla razon dei gustosi rioni" si presenta tra i più difficili che abbia mai visto. Ma lo voglio fare e non mi arrendo.
Adesso si fanno le pulizie di fine estate. Un estate turbolenta creata da valige e zaini fatti e rifatti più volte. Un estate di fazzolettini consumati e di Fotografie.
Niente paragonabile al 2005, però...
E voi? com'è stata la vostra estate???

sabato 6 settembre 2008

viaggio numero 6: DIVAGAZIONI SENTIMENTALI



ho voglia di amare, incondizionatamente, di amare come se fosse l'unico motivo di vivere. ho voglia di passeggiate sulla riva, di sguardi complici e di risate che solo noi due possiamo capire. ho voglia di una tavolata e guarderei solo te. ho voglia di uscire allo scoperto, di urlarlo al mondo, di entrare nella tua vita e tu scivolare nella mia. ho voglia di poter parlare di tutto senza dire niente. di fare l'amore tra lenzuola candide, di baciarlo e sentire solo brividi. ma tutto questo esiste o c'è solo nei film? chi ha incastrato il mio cupido?

viaggio numero 5: TRAPPEUR


".. nessun profumo vale come l'odore di quel fuoco.."

giovedì 4 settembre 2008

viaggio numero 4: INFRADITO


Ho visto un uomo oggi. Sulla quarantina. Camicia, jeans e scarpe/stivale con la punta. Marroni. Se c'è una cosa che odio sono proprio le scarpe/stivaletto a punta degli uomini. Ma non importa.
Se ne stava li a guardare un paio di infradito nere con gli strass. Mi è venuto da ridere. Cosa ci fa un uomo in un negozio di sarpe femminili? Ma lui non aveva l'aria di un depravato. No. Le aveva scelte con troppo amore, con troppa cura. Dovevano essere un regalo per qualcuna. Forse sua moglie. No,non direi. Erano troppo giovanili. Forse per la donna che ama. Fedifrago dunque. Non sta a me giudicare. Ha fermato una commessa e l'ha riempita di domande tecniche su quelle semplicissime infradito nere con strass. Già iuscivo a vedere nei suoi occhi come si immaginava di regalarliele, la prma volta che lei le avrebbe indosate, la volta che lui gliele avrebbe sfilate..
Quanto amore vedevo uscire dai suoi occhi nel guardarle..
Chissà se sapeva che non era ricambiato.

viaggio numero 3: AL DI Là DEI SOGNI.

Chris e Annie si incontrano casualmente su un lago in Svizzera: Annie "investe" la barca di Chris con la propria, poi lo ritrova e gli offre un panino. I due si innamorano e si sposano. Hanno anche due figli, Ian e Marie. Chris fa il pediatra, un lavoro in cui mette un grandissimo impegno, e Annie la pittrice. Dopo anni di gioie, una mattina i figli muoiono in un incidente stradale. Quattro anni dopo, anche Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente.
L'anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, un professore che lo aveva seguito quando studiava medicina e che lui considerava come un secondo padre. Inizialmente l'anima non può fare a meno di stare accanto ad Annie, che intanto cade in depressione; poi però si rende conto che deve abbandonarla per raggiungere il "suo" paradiso. Chris si ritrova in un paesaggio montano simile ad un quadro della moglie e simile al luogo in cui i due volevano passare la vecchiaia.
Chris viene sempre seguito da Albert e in seguito da una hostess (che assume poi le sembianze della figlia Marie). Vive dei suoi ricordi (sono molto frequenti i flash-back) e impara a stare nella nuova realtà, creata dalla sua mente. Quando Annie si suicida, l'equilibrio viene rotto. Albert dice a Chris che il suicidio obbliga all'inferno perché l'anima ha interrotto l'ordine della vita e non si rende conto del suo gesto. Il protagonista, però, non vuole arrendersi e fa in modo di poter scendere all'inferno per salutare un'ultima volta la moglie.
Aiutati da uno psicologo, Chris e Albert scendono all'inferno passando dai colori del paradiso agli ambienti cupi di un fiume pieno di anime e di un mare in tempesta. Arrivati davanti a Cerbero, un relitto di una nave che rappresenta la porta dell'inferno, Chris riconosce Albert, che in realtà è il figlio Ian, ed è costretto a lasciarlo per evitare distrazioni nella difficile ricerca di Annie.
Salito con lo psicologo fino ad un livello popolato da facce che sbucano dal terreno, Chris riesce ad individuare la moglie, che si è costruita una realtà molto simile alla casa in cui vivevano, ma in rovina. Lo psicologo a quel punto si fa riconoscere come Albert, il vecchio professore, spiegando che lui potrà solo dire ciò che prova alla moglie, senza farsi riconoscere e soprattutto rimanendo per meno di tre minuti.
Chris entra spacciandosi per un vicino. Annie non lo riconosce e Chris le racconta della sua storia, di una moglie che si suicida arrendendosi. Annie si sente attaccata e lo respinge: Chris capisce che non c'è nulla da fare per salvarla. Esce dalla casa, saluta Albert e ritorna dentro per perdersi e poter così vivere con la moglie. Continuando a ricordare, però, riesce a far breccia nel cuore di Annie che capisce la sua situazione e salva entrambi.
Entrambi si ritrovano nel paradiso di Chris, dove li raggiungono i figli e Albert. Dopo aver vissuto insieme, decidono di reincarnarsi per poter vivere. L'ultima scena del film ritrae due bambini che si incontrano facendo sbattere le loro barchette-giocattolo e scambiandosi dei tramezzini e giocano a New york.




Questo film l'ho visto ieri sera, in compagnia di una madre addormentata e di un frappè alla menta.
Non me lo immaginavo così. Più commediola smielata a dire dal titolo.
Ma io? Come me lo immagino il mio Paradiso?
Una distesa di camicie azzurre, un prato verde circondato da montagne enormi e laghi, ognuno diverso, nessuna omologazione di massa,ninte auto,solo scuole, biblioteche, teatri, cinema, gelaterie, parchi giochi... Fantasie di bambina, lo so.. vabbeh.
E voi? come ve l' immaginate?

mercoledì 3 settembre 2008

voyage numerò 2: RICORDI


Sfogliare le foto nelle cartelle.E rivedere posti che Dio solo sa se mai li rivedrò.
Ricordare che quelle scene le ho vissute, che, seppur per un breve tempo di vita, hanno fatto parte di me: dei miei occhi, dei miei pensieri, dei miei piedi, della mia lingua..
Sembra strano domandarsi: ma io li ci sono proprio stato o è un semplice sogno che sembrava realtà?

Ma poi te lo ritrovi in tutto, quel sogno/realtà. Te lo ritrovi nelle tue spalle fortificate, nelle tue esperienze che mai si dimenticheranno.
E pensare che non si voleva partire. Perchè la canoa doveva percorrere un fiume che non avevo mai risalito. Nemmeno per tutto quel tempo.

Ma è andata. La canoa ora è riposta assieme ai ricordi.
Pronta a ripartire quando ce ne sarà bisogno.

Angelo, Stephanie, Pino, Anna, Franco, Marie-Claire, Anna, Laura, Giuseppegrand, Giuseppepetite, Giacomo, Bertrand, Laurent, Pierre, Pascal, Daniel, Fabrice et Katia resteranno sempre nel mio cuore...
et Cassius aussi..

viaggio numero 1: SEGGIOLINO SBAGLIATO.


Esiste un tempo in cui è giunta l’ora di scendere da una nave per salire in un’altra, più spaziosa, studiata in ogni dettaglio. Una nave tutta nuova da ricreare, colorare con tutte le sfumature che si vuole. Si può dire che quella di prima altro non era che una semplice bozza, l’addestramento per saper come e dove navigare.

Perché bisogna anche sapere in quali mari navigare.

La vita è un po’ come una nave. Quando parte è una gran festa. E ad ogni porto c’è sempre qualcuno che scende o qualcuno che sale. Che lascia ricordi o oggetti, o più semplicemente la gioia di aver navigato assieme. Chi arriva è una scoperta. Il mondo intero può girare dentro ad una nave. Ma se scendi,allora è finita. Perché di gente,sulla nave, ce ne può stare fino a duemila persone per volta (sulla mia,almeno) ma non più di quelle che possono starci tra una prua ed una poppa. Ma chi sa dirmi quante persone ci possono stare fuori dalla nave?

Allora, forse, c’è qualcosa che non va. Non si sa più come fare, dove andare. Le strade sembrano tutte uguali ma ognuna è differente. E portano in posti diversi l’uno dall’altro. Il mare invece è sempre uguale. Porta in posti differenti anch’esso ma l’odore è sempre quello. Il gabbiano è sempre quello. La costa è sempre quella. La burrasca dà sempre lo stesso effetto. Eppure ogni viaggio è sempre una nuova emozione.

E allora, così, senza nemmeno toccare terra si riparte … si lascia quell’abbozzo di nave lì, dove è sempre stato. Perché conserva un pezzetto di vita. Anche se è stato un seggiolino comodo per tempo, scomodo a momenti. Ma era pur sempre un seggiolino sbagliato.

Signore e Signori, benvenuti a bordo del mio Virginian.